Autotrasporto, crisi sempre più nera
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fonte:
- Il Resto del Carlino
PER le circa novecento imprese cesenati dell’ autotrasporto piove sul bagnato. Ad aggravare ulteriormente la pesante crisi strutturale e congiunturale del settore molto avvvertita nel nostro territorio – a livello provinciale le imprese sono diminuite nell’ ultimo anno del 11,8% da 1559 a 1493 – sono intervenuti l’ aumento della accise sul gasolio e nuovi divieti di circolazione che penalizzano ulteriormente la categoria delle imprese trasportatrici. Se ne è parlato a un’ assemblea di Confartigianato Trasporti Cesena che associa oltre 250 imprese. «I RECENTI aumenti delle accise sul gasolio pari a 8 centesimi di euro, in un quadro congiunturale sempre difficile, che vede il costo del gasolio aumentato del 22,46% rispetto al gennaio 2010, e del 5,6% rispetto a gennaio 2011 – afferma il presidente di Confartigianato Trasporti Cesena Valerio Cangini – continua a penalizzare il settore del trasporto merci e trasporto persone, in cui solo nel Cesenate operano circa 900 imprese. Già è difficile per le imprese di autotrasporto riuscire a recuperare gli aumenti continui di costo del gasolio nei confronti della committenza, che in tantissimi casi non intende neanche riconoscere i costi minimi della sicurezza stradale. E ora, tradendo le promesse fatte più volte, ci si mette perfino lo Stato ad aumentare questo balzello. A ciò si aggiunge l’ imprevista decisione del Governo di aumentare le giornate con divieto di circolazione ai mezzi pesanti». «I cinque giorni di divieti di circolazione per il trasporto merci, previsti con un decreto del ministro a seguito dell’ ordinanza del Tar del Lazio in accoglimento del ricorso del Codacons – aggiunge il responsabile di Confartigianato Trasporti Eugenio Battistini – tuttavia, non miglioreranno la sicurezza sulle nostre strade ma avranno come unico effetto quello di far perdere competitività al nostro sistema economico rispetto ai principali Paesi europei, dove le imprese possono lavorare in media ben 3 mesi in più all’ anno visto che o i divieti di circolazione non esistono, oppure sono stati fissati in misura notevolmente inferiore rispetto all’ Italia». Confartigianato chiede un provvedimento che sterilizzi almeno l’ Iva sui continui aumenti di gasolio ed una ridefinizione della non congrua normativa nazionale dei divieti di circolazione.
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