25 Ottobre 2011

Autotrasporto: 5 giorni di sciopero

Autotrasporto: 5 giorni di sciopero
  Si fermano i Tir, città a rischio caos Il Codacons è pronto a denunce-esposto per interruzione di pubblico servizio

 GENOVA Ha provocato non pochi problemi al porto di Genova il fermo degli autotrasportatori da ieri deciso dall’associazione di categoria Trasportounito, una delle 13 sigle sindacali del settore.
Nonostante gli aderenti a Trasportounito abbiano evitato di mettere i rimorchi di traverso, come annunciato in un primo tempo, i loro presidi e le loro attività di volantinaggio ai varchi portuali sono state sufficienti per bloccare per ore la circolazione al porto di Genova: almeno 130 Tir, per lo più austriaci e svizzeri, sono rimasti fermi in mattinata agli ingressi. Ne è conseguito «un calo dell’attività giornaliera del 70-80%» – hanno denunciato gli spedizionieri – e una semi-paralisi della circolazione al porto.
Una situazione che ha fatto infuriare il presidente dell’Autorità portuale di Genova, Luigi Merlo, che ha annunciato denunce per danni. «Quello di Trasportounito non è stato uno sciopero nazionale, è stato un atto di pirateria, una sopraffazione per tutte le aziende e i lavoratori che operano in porto» ha dichiarato.
«Non può esistere nessuna motivazione che giustifichi una tale sopraffazione – ha aggiunto -. Mi sento tradito da Trasportunito, essendo stati noi uno dei pochi porti che in questi anni ha cercato di costruire un rapporto dialogante e collaborativo che per me da oggi si interrompe».
Contro la protesta «controproducente» anche il sottosegretario ai Trasporti, Bartolomeo Giachino: «Invito Trasportounito a recedere da questa lotta inutile» e a partecipare al Tavolo sull’autotrasporto convocato per oggi al ministero.
Ma l’organismo di categoria ha respinto l’invito del sottosegretario, minacciando blocchi anche a Villa San Giovanni, dove salpano i traghetti per Messina: «I 400 milioni di euro che il governo ha deciso di erogare anche per il 2012 per l’autotrasporto sono soldi buttati al vento. È ora di finirla. Anche negli anni passati le imprese di autotrasporto, hanno raccolto solo briciole, perdendo giorno dopo giorno capacità contrattuale e vedendo i costi di gestione superare anche del 25-30% il prezzo del servizio reso sul mercato».
La forma di protesta ha tuttavia fatto infuriare le autorità del porto di Genova. «Pensiamo che Genova sia l’unico porto italiano ad aver subito il fermo – ha dichiarato la presidente di Spediporto, Roberta Oliaro -. Siamo ancora una volta lo strumento utilizzato da questo gruppo di autotrasportatori. Questo fermo comporta non pochi danni per l’economia nostra e della città. Noi abbiamo sempre dimostrato grandissima disponibilità, quindi non comprendiamo le ragioni di questa protesta».
Anche il Codacons ha condannato la protesta: «Un conto è scioperare, un conto è bloccare la circolazione, impedire i rifornimenti di carburanti o creare problemi di reperimento di prodotti alimentari, mettendo in ginocchio un Paese» ha detto in una nota, annunciando l’intenzione di procedere con esposti per interruzione di pubblico servizio.
 
 
 
 
 
 

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