28 Novembre 2014

Autostrade siciliane, disastro Cas o svolta o è meglio chiuderlo

Autostrade siciliane, disastro Cas o svolta o è meglio chiuderlo

PALERMO – Il Consorzio per le autostrade siciliane è una voragine di criticità, pronta a spalancarsi ad ogni nuovo scandalo. E così il terreno è franato ancora in seguito alla notizia dell’ operazione della direzione investigativa antimafia della scorsa settimana, denominata Tekno, avviata su ordine della procura di Messina in merito a un appalto da otto milioni di euro per il servizio di sorveglianza attrezzata per le autostrade Messina-Catania, Messina-Palermo e Siracusa-Rosolini che sarebbe stato truccato a tavolino e che ha portato all’ arresto di otto persone (un dirigente del Cas e sette imprenditori). L’ emergenza è tuttavia più diffusa e abbraccia gestioni decennali poco avvedute che non hanno permesso il raggiungimento di quegli obiettivi che stanno alla base dall’ esistenza stessa del Consorzio.Il Cas, ente pubblico non economico sottoposto al controllo e alla vigilanza della Regione che ne detiene una partecipazione maggioritaria (91%), nasce nel 1997 dalle ceneri di tre consorzi istituiti nel 1965 dalla Regione siciliana. Da allora subisce una vita lunga tormentata: dieci anni di commissariamento, bilanci in ritardo e conseguente difficoltà nella gestione dei bandi per la manutenzione delle autostrade. Eppure detiene la gestione e il completamento delle Autostrada A18 Messina-Catania, Autostrada A20 Messina-Palermo e della Siracusa-Gela. Lo scandalo svelato dall’ operazione Tekno non è il primo, anche perché lo stesso governatore Crocetta, quasi due anni fa, aveva denunciato rapporti non proprio cristallini del Cas con alcune ditte: il caso Ventura prima (nel 2013 la prefettura lombarda avrebbe interdetto la sua partecipazione all’ Expo perché ritenuta mafiosa) e quello Eurotel successivamente (una nota della prefettura agrigentina aveva fatto emergere la presenza di elementi di contatto, “seppur non penalmente accertati”, con ambiente economici o contigui della criminalità organizzata di stampo mafioso).Il Consorzio deve recuperare circa un decennio di assenza. Lo scorso luglio una nota di Filt e Fillea Cgil ha segnalato, in riferimento alla A18, “le condizioni di pericolo a cui sono sottoposti migliaia di utenti che ogni giorno percorrono una delle più importanti arterie stradali della Sicilia”. Accuse ribadite dal Codacons che ha addirittura invocato l’ intervento delle Procure di Catania, Messina e Palermo in merito alle condizioni delle autostrade A18 e A20. Soltanto un mese prima, anche se la notizia è stata diffusa in questi giorni da Repubblica.it, il dirigente generale del dipartimento Infrastrutture, Giovanni Arnone, aveva redatto una lettera di segnalazioni di criticità varie seguite a un atto ispettivo. Soprattuto si faceva riferimento ai 54 milioni di euro messi a disposizione dal Cipe che resterebbero inutilizzabili senza il confinanziamento del Cas che al momento risulterebbe impossibile per la mancata approvazione dei bilanci 2012 e 2013 e per la mancata redazione del bilancio 2014. Negli anni precedenti si è registrata per il 2009 una perdita d’ esercizio pari a 23,9 milioni di euro, per il 2010 una perdita d’ esercizio di 2,9 milioni di euro, per 2011 una perdita d’ esercizio di 17,1 milioni. I bilanci preventivi degli altri anni sembrano però segnare una lieve inversione di tendenza: -32 milioni nel 2012, -9,8 milioni nel 2013, -7,6 milioni nel 2014. Alla data odierna l’ organico è composto da 390 dipendenti tutti a tempo indeterminato.Il Cas non riceve contributi regionali e si finanzia ogni anno con gli introiti di pedaggio che si aggirerebbero intorno ai novanta milioni di euro. Di questo malloppo circa un terzo dovrebbe essere utilizzato per la manutenzione e infatti (dati del Cas) nel 2013 le somme spese per la manutenzione ammontano a 29 milioni di euro. In passato l’ Anas ha più volte denunciato una situazione pessima e pericolosa nella gestione e manutenzione delle tratte stradali aprendo la via a una serie di accertamenti da parte della magistratura. Ad esempio, tra il 2000 e il 2005 sulle autostrade Palermo-Messina e Messina-Catania non sarebbero state effettuate manutenzioni e così pure tra il 2006 e il 2007. Resta in sospeso un’ altra voce delle entrate del Cas, cioè quelle relative alle concessioni delle aree di servizio.Rosario Battiato”L’ opera di risanamento è ormai intrapresaservono pochi anni per vedere i risultati”PALERMO – Rosario Faraci, gelese, è il presidente del Consorzio autostrade siciliane, eletto dall’ Assemblea dei soci il 30 settembre del 2013. L’ abbiamo intervistato per capire l’ effettiva situazione dell’ ente alla luce delle recenti polemiche.Dopo la recente operazione Tekno, alcuni politici hanno chiesto, come altre volte in passato, la decadenza delle concessioni in capo al Consorzio. Come risponde a queste critiche?”Una attenzione mediatica oltre ogni misura. Non esiste alcuna relazione tra la paventata revoca e la indagine giudiziaria”.In che stato sono i contratti con le aree di servizio che dovrebbero garantire le royalties al Cas? Sono stati rinnovati?”L’ intera questione è comune a tutte le Concessionarie Autostradali italiane. L’ Aiscat (Associazione Italiana Società Concessionarie Autostradali e Trafori) sta predisponendo una proposta unica da sottoporre al Ministro delle Infrastrutture”.Quali sono i progetti in itinere e i prossimi bandi per migliorare le autostrade in gestione al Consorzio?”All’ indomani dei noti fatti giudiziari ho espresso piena fiducia nell’ Autorità Giudiziaria riservandomi ogni azione utile a difesa della immagine dell’ Ente. Ho pure evidenziato di continuare nell’ azione intrapresa di risanamento dell’ Ente per l’ ammodernamento della intera rete autostradale rispettando, nonostante gli eventi, tempi e lavori programmati. Detto ciò ricordo l’ adeguamento del Viadotto Ritiro, delle gallerie Tindari e Capo d’ Orlando nonché i lavori di costruzione dei Lotti 6-7-8 della Siracusa-Gela per il completamento dell’ anello autostradale siciliano. L’ intero piano lavori è visionabile nel sito istituzionale www.autostradesiciliane.it. Il mio auspicio è che alla prossima conversazione mi possa dare atto dei tanti interventi manutentivi eseguiti fin dal mio insediamento e lo stato dei lavori evidenziati”.Può farci il quadro complessivo delle entrate annuali del Cas?”Le risorse finanziarie annuali – note a tutti – si quantificano mediamente in circa 60/70 milioni di euro, in ragione del traffico. Questa somma è l’ unica vistosa entrata dell’ Ente con cui effettuare le manutenzioni e sostenere le spese del personale (circa 380 unità rispetto le iniziali 720 all’ atto dell’ accorpamento Cas dei tre Enti autostradali Messina-Palermo, Messina-Catania e Siracusa-Gela)”.In che stato ha trovato il Consorzio al momento del suo insediamento e quali sono state le principali sfide che ha dovuto affrontare?”Non vi è dubbio quelle riferite alla messa in sicurezza ed alla modernizzazione della rete. In atto sono due le questioni più incisive sul tavolo: il rilevante datato contenzioso con le imprese per lavori e manutenzioni e la gestione del personale.Nel primo caso si è oggi proceduto ad alcune transazioni – sulla base dell’ azione intrapresa dal precedente Commissario Straordinario – con notevoli risparmi per il bilancio del Cas. Per quanto riguarda il personale ho ereditato un lungo e complesso contenzioso che ormai è alle ultime battute. Infatti l’ applicazione del Contratto Regionale di Lavoro ai lavoratori Cas è stata avviata con la riclassificazione del personale per poi passare all’ inquadramento di ciascuno secondo le professionalità esistenti e, quindi, alla contestuale posizione verticale. Insomma, continuando ad operare a ritmo serrato e con il sostegno di tutti, nel giro di pochi anni saranno evidenti gli obiettivi programmati”.Rosario Battiato.

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