23 Dicembre 2018

Autostrade, ecotassa e multe Rischio mannaia sulle auto

aumenti su quasi tutta la rete autostradale: i pedaggi adesso crescono pure sui tratti di autostrade per l’ italia
Non poteva mancare nemmeno quest’ anno la consueta “botta di Capodanno” sui pedaggi autostradali. Autostrade per l’ Italia di fatto potrebbe ottenere l’ aumento delle tariffe dello 0,81 per cento a fronte di una richiesta dello 0,86 richiesto. L’ aumento sostanzialmente potrebbe essere inferiore rispetto a quello ottenuto nel 2018 che è stato pari all’ 1,5 per cento. Ma in questo anno di polemiche e soprattutto di attacchi continui da parte dei grillini ad Autostrade per la tragedia del Ponte Morandi di Genova, il rincaro sulle tariffe potrebbe ricevere anche il semaforo verde da ministro dei Trasporti e Infrastrutture, Danilo Toninelli. Proprio il titolare del dicastero ha trasmesso al Tesoro, come riporta il Fatto Quotidiano, la realzione per gli “Adeguamenti delle tariffe autostradali per il 2019”. Per procedere con gli aumenti richiesti vengono valutati tre parametri. Il primo riguarda la qualità, la spesa per gli interventi realizzati nella manutenzione nell’ anno appena trascorso e l’ inflazione programmata. Gli italiani che si metteranno in viaggio per il 2019 dovranno fare i conti con i nuovi incrementi. Eccoli: 0,81 per cento per i tratti Aspi, 0,10 per le Autovie Padane, 1,86 per Salt Tronco Autocisa, 0,71 per cento per Fiori Tronco A10, 2,62 per la Serravalle, 1,82 per Tangenziale Napoli, 6,32 per Rav e 1,45 per Salt-Tronco A12. L’ elenco degli aumenti non finisce qui. Cresce dell’ 1,17 per cento la Sat, del 6,71 le autostrade Sitaf, del 2,22 Fiori-Tronco A6 To-Sv e del 2,06 la Cav. Infine va registrato un aumento del 5,59 per Strada dei Parchi. Insomma anno nuovo, pedaggio più caro. Ma su questo fronte il Mit frena: “In realtà, si sta lavorando per arrivare a una sterilizzazione più ampia possibile della dinamica dei pedaggi, soprattutto in relazione a concessioni che sono sottoposte a procedure amministrative o con Pef scaduti, in attesa che entrino pienamente in vigore il nuovo assetto normativo e le prerogative rafforzate dell’ Autorità di regolazione dei trasporti circa la dinamica delle tariffe”. Le amare soprese per gli automobilisti potrebbero però non finire qui. Infatti sono attesi rincari anche sulle multe. Stangata in vista anche per chi preme troppo il piede sull’ acceleratore: l’ eccesso di velocità di non oltre 10 km/h rispetto al limite passerebbe da 41 a 42 euro, l’ eccesso di velocità fra 10 e 40 km/h oltre il limite passerebbe da 169 a 173 euro, l’ eccesso di velocità fra 40 e 60 km/h oltre il limite passerebbe da 532 a 544 euro, l’ eccesso di velocità di 60 km/h oltre il limite passerebbe da 829 a 847 euro. Le associazioni dei consumatori sono già sul piede di guerra. Il rincaro è previsto ogni due anni e nel 2019 potrebbe toccare quota 2,2 per cento. Carlo Rienzi presidente del Codacons all’ Adnkronos afferma: “Il problema è come vengono utilizzati i proventi delle multe. La legge prevede che i proventi delle multe vengano utilizzati per la sicurezza stradale e ciò non avviene: non si devono aumentare le multe se prima non si assicura che i fondi tornino agli automobilisti in termini di qualità delle strade, dei servizi e di sicurezza stradale”. Infine in questo quadro è impossibile non ricordare anche la mazzata dell’ ecotassa: l’ imposta sarà di 1.100 euro per l’ acquisto di una nuova auto con emissione comprese tra 161 e 175 CO2 g/Km. Si passa a 1.600 euro per la fascia 176-200, a 2.000 euro tra 201 e 250 e a 2.500 euro oltre 250.
luca romano

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