26 Giugno 2019

Autostrade, è via libera al taglio dei pedaggi Conte: una rivoluzione

l’ authority difende la riforma, mentre i concessionari accusano: «norma blocca -cantieri». e il governo è al lavoro sulle concessioni
Alfonso Abagna le L’ Autorità di Regolazione dei Trasporti difende la riforma del sistema tariffario dei pedaggi autostradali, tacciata dai concessionari di essere un atto “blocca cantieri’. E incassa il placet del premier Giuseppe Conte che parla di «rivoluzione che ora solo i tecnici percepiscono, ma presto la percepiranno tutti gli utenti con pedaggi più contenuti, tariffe più trasparenti, investimenti certi e sicuri». Ma il governo è al lavoro anche sulle concessioni, in particolare quella di Autostrade per l’ Italia, società controllata da Atlantia, messa all’ indice dal ministro dei Trasporti Daniele Toninelli dopo il crollo del ponte di Genova. Un vertice serale, al quale parteciperanno anche il presidente del consiglio e i vice -premier, servirà ad un primo esame dei documenti e delle analisi sulla concessione di Autostrade, una vicenda alla quale – nelle valutazioni politiche – è certamente legata anche al dossier Alitalia. Non è un mistero per nessuno che la Lega vorrebbe per il salvataggio della compagnia aerea anche un coinvolgimento di Atlan tia. La mattinata è stata dominata dal tema dei pedaggi. Il presidente dell’ Authority ha spiegato che la riforma del sistema tariffario autostradale non blocca i cantieri. «Non abbiamo modificato i con tratti, non c’ è nessun blocco degli investimenti, quelli programmati devono andare avanti nel modo più assoluto, mentre quelli non realizzati dovranno essere ristipulati», afferma. E aggiunge di essere rimasto «un po’ sorpreso» dalle accuse. «E’ del tutto evidente che non c’ e’ nessun atto unilaterale di modifica del contratto in essere perché i contatti per definizione li possono modificare solo le parti contraenti e noi non siamo, non possiamo e non vogliamo essere parti contraenti altrimenti perderemo il nostro ruolo di terzietà», precisa, ricordando che col Dl Genova le competenze dell’ Autorità in materia di accesso alle infrastrutture autostradali «sono state estese alle concessioni in esse Parliamo di pianificazione finanziaria, di gestire i propri risparmi con consapevolezza e sapendo a quale rischio andiamo in contro nel momento in cui decidiamo di prestare i nostri soldi a Stati, Imprese o qualsiasi altra forma di ente. Parliamo poco di quella parte di risparmi o magari di investimenti che un gruppo familiare può aver accantonato sui mercati azionari, vuoi per rischiare ed ottenere magari un rendimento maggiore, vuoi per investire sulla propria pensione se siamo a molti anni di distanza da essa. Esistono dei detti in Borsa che ogni tanto vengono smentiti, quest’ anno ne abbiamo uno in particolare che fino ad adesso non viene proprio considerato dai mercati: “Vendi in maggio e vai in vacanza’. Negli ultimi due mesi a dispetto del proverbio ab Un’ auto ferma a un casello autostradale a Roma Nord re». L’ Aiscat comunque ribadisce che ritiene illegittimo il nuovo meccanismo e chiede una convocazione da parte del Governo. Un tavolo di confronto viene richiesto anche dal Codacons. Col nuovo sistema, che l’ Art ha già applicato recentemente per le concessioni scadute dell’ Autobrennero e delle Autovie Venete, si mandano in soffitta i sei diversi sistemi tariffari che finora regolavano i pedaggi e si supera il meccanismo dei loro aggiornamenti annuali. Il nuovo sistema è basato sul metodo del ‘price cap’, con l’ introduzione di un in biamo assistito alla continuazione dei mercati rialzisti, sospinti è vero dalla volontà delle banche centrali di mantenere alto il livello di liquidità immessa sui mercati e quindi la spinta al rialzo che ne consegue. Il detto di cui sopra si scontra di fatto nel 2019 con un altro proverbio in uso nel mondo contemporaneo: “Non combattere la Fed’, significa di assecondare le mosse della banca centrale americana. Ovvero quando la Fed immette liquidità e taglia i tassi conviene essere investiti mentre quando tira i remi in barca conviene uscire dai mercati. Al momento questa impostazione non è stata disattesa ma dobbiamo ricordarci che le eccezioni spesso si trovano proprio per confermare le regole; sei mesi fa abbiamo assistito a un importante segnale ribassista per i mercati, l’ inversione delle curva dei tassi Usa. dicatore di produttività secondo indicatori oggettivi basati sul confronto competitivo con le mi gliori pratiche del settore e questo garantirà trasparenza ed equità dei pedaggi. Tutto questo vuol dire che storicamente e statisticamente quando si è presentato questo indicatore nei sei -diciotto mesi successivi il paese in questione si trovava in stato di recessione e i mercati in fase ribassista. Un fatto strano che abbiamo notato sui mercati è che nonostante prezzi in aumento assistiamo a un deflusso di capitali dai mercati finanziari invece dell’ aspettato incremento dovuto all’ incremento dei prezzi, oltre all’ importante accumulo degli investitori in oro. Gli investitori istituzionali sanno qualcosa che noi non sappiamo? Solitamente la domanda da farsi è questa. Sicuramente i flussi in entrata e in uscita dai mercati azionari saranno gli osservati speciali dei prossimi mesi perché saranno loro a dare indicazioni su fino a dove vogliono spingersi le borse mondiali.

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