22 Dicembre 2010

Autostrade e Fs non vogliono risarcire

S abato c’ è stata la corsa, da parte di Ferrovie e Autostrade, a chi si dimostrava più generoso nel rimborsare e risarcire i disagi provocati dalla disastrosa gestione del venerdì nero dei trasporti, ma già oggi i cittadini-utenti rischiano di tornare ad essere confinati nell’ abituale ruolo di sudditi dei grandi della mobilità. A lanciare l’ allarme sono le associazioni dei consumatori da cui sono partite le prime diffide. A confermare le inquietudini, di fronte alle ripetute correzioni di tiro, è il presidente della Regione Enrico Rossi. «I cittadini – ha dichiarato – meritano un risarcimento non simbolico. Dopo una prima apertura, Ferrovie e Autostrade si sono rimangiate la promessa fatta e i risarcimenti sono diventate mere "attenzioni". Così non va bene e noi vogliamo andare invece fino in fondo». Il presidente Rossi lunedì sera ha incontrato le associazioni aderenti al Comitato regionale consumatori utenti. «Vogliamo farci sentire prima che la partita sia chiusa – ha aggiunto – e invierò una lettera all’ ad di Autostrade Castellucci perché ci sia possibile dare il nostro contributo alla riunione con il Comitato nazionale dei consumatori». Gesti di attenzione. Castellucci, infatti, ha affermato che Autostrade è disponibile a un «gesto di attenzione e sensibilità per coloro che hanno passato la notte bloccati in autostrada», ma ha negato la possibilità di effettuare risarcimenti o rimborsi. Il Codacons, per tutta risposta, ha presentato una formale diffida al ministero delle Infrastrutture «perché obblighi con decreto – afferma Carlo Rienzi – le società controllate Anas e Ferrovie dello Stato a disporre indennizzi in favore di automobilisti e passeggeri coinvolti nell’ odissea dei giorni scorsi». Anche Adusbef e Federconsumatori hanno preannunciato di essere pronte a «promuovere azioni legali a carattere collettivo». Iper-ritardi. Se Castellucci parla di «attenzioni», l’ ad di Ferrovie Mario Moretti ha dichiarato che sta valutando la possibilità di concedere il rimborso integrale del biglietto «per ritardi che superano le 4 o 5 ore», senza però specificare se le modalità ordinarie di rimborso dei biglietti siano comunque considerate valide da Ferrovie. Una precisazione che non è stato possibile ottenere neppure ieri dall’ azienda. Le opzioni. In generale, chi è rimasto intrappolato nella morsa della neve, deve sapere cosa vuole ottenere: se semplicemente il rimborso del biglietto o del pedaggio oppure il risarcimento dei danni. In ogni caso, è opportuno farsi avanti immediatamente e con una richiesta formale. Il biglietto. In attesa di sapere che cosa proporrà alle associazioni dei consumatori l’ ad di Autostrade, è chiaro invece quanto prevede la Guida del viaggiatore di Trenitalia. In caso di ritardo il passeggero può chiedere il rimborso del 25% del biglietto se il ritardo è compreso tra 60 e 119 minuti e del 50% se è pari o superiore ai 120 minuti. «Il passeggero – spiegano all’ Aduc – ha inoltre diritto a ricevere gratuitamente pasti e bevande e una sistemazione in albergo qualora sia necessario un soggiorno di una o più notti». Per i treni regionali il rimborso integrale del biglietto scatta in caso di ritardo oltre l’ ora e di soppressione. A questo proposito, Trenitalia ha predisposto un modulo da indirizzare alla direzione regionale in viale Lavagnini 58, 50129 Firenze (http: //www.trenitalia.com/cms-file/allegati/trenitalia/area-clienti/Moduloperlarichiestadiindennita.pdf). Da precisare che i rimborsi fino a 4 euro non vengono pagati. Il pedaggio. Per quanto riguarda Autostrade, il Codacons ha avviato la raccolta di preadesioni in vista di un’ azione collettiva a cui prendere parte da http://www.termilcons.net/index.php?pagina=page-publicForm&idForm=59&css=1. In caso di soluzione bonaria, l’ intenzione è quella di proporre una richiesta di conciliazione a cui si può accedere dal sito dell’ associazione alla pagina https://www.codacons.it/articolo.asp?idInfo=116195&id=28. I danni. Per richiedere i danni, sia materiali che morali, occorre inviare una messa in mora dell’ azienda responsabile del disagio. In questo caso, occorre inviare un’ intimazione tramite raccomandata con ricevuta di ritorno o una mail certificata. La messa in mora deve contenere la descrizione dei fatti, la quantificazione del danno e un termine (di solito 15 giorni).
 

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