2 Settembre 2010

Autostrade, confermato lo stop agli aumenti

Il Consiglio di Stato boccia il ricorso Anas: prezzi già bloccati in tutta Italia

DA ROMA
T utto confermato: restano bloccati gli aumenti dei pedaggi decisi con la manovra economica di fine maggio ed applicati dal 1° luglio. Il Consiglio di Stato ha dato di nuovo ragione a una serie di enti locali (Provincia di Roma, quelle di Rieti e Pescara più alcuni comuni del territorio romano) e al Codacons, respingendo il ricorso presentato dalla Presidenza del Consiglio e dall’Anas.
Gli aumenti erano stati da uno a due euro (a seconda della classe di pedaggio) ed erano scattati ai 26 caselli della rete autostradale che si connettono con superstrade e raccordi in gestione diretta dell’Anas, fra i quali il Gra di Roma. Ma erano stati bloccati il 29 luglio dal Tar del Lazio (e poi anche dal Tar del Piemonte). Il blocco era poi stato confermato una prima volta dal Consiglio di Stato con un decreto cautelare, rafforzato ora dall’ordinanza emessa ieri dalla IV sezione della magistratura di Palazzo Spada. Nell’atto si precisa che il blocco degli aumenti non è da estendere a tutta Italia, ma «solo ai singoli segmenti stradali» dei tre territori ricorrenti. Nei fatti, però, l’Anas è già andata oltre da fine luglio stabilendo che gli aumenti restano sospesi in tutti i 26 caselli, cioè su tutto il territorio nazionale.
Quanto ai rimborsi però (per i 28 giorni in cui gli aumenti sono stati fatti pagare agli automobilisti), il comunicato emesso dal presidente dell’azienda, Piero Ciucci, specifica che una decisione sarà presa solo «quando la giustizia amministrativa si pronuncerà in via definitiva». Deludendo così le aspettative delle associazioni dei consumatori. Il Codacons quantifica già questi rimborsi in 8 milioni di euro, mentre l’Adiconsum chiede un rimborso rapido per i possessori di Telepass e pure per i possessori delle ricevute dei pedaggi. La decisione del Consiglio di Stato fa cantare vittoria i promotori del ricorso al Tribunale amministrativo, dal presidente della Provincia della Capitale, Nicola Zingaretti («Con forza e tenacia abbiamo vinto anche sul piano strettamente giuridico»), a quello della Provincia di Rieti, Fabio Melilli. Esulta anche il Presidente della Provincia di Torino, Antonio Saitta, che aggiunge: «Sarebbe veramente singolare se ora il governo decidesse di impugnare ancora questa sentenza». Soddisfazione viene manifestata anche dal governatore del Lazio, Renata Polverini, e dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che hanno così innescato una dura polemica a distanza con il vice-ministro ai Trasporti, Roberto Castelli: al leghista che critica Tar e Consiglio di Stato che «si mettono a legiferare» e a «stravolgere impunemente gli atti del governo», aggiungendo che «chi oggi canta vittoria dovrebbe rendersi conto che questo è l’ennesimo caso in cui la nostra credibilità è stata venduta per un piatto di lenticchie », il sindaco Alemanno (e collega di maggioranza) risponde chiedendo di «non continuare in questo errore, quando invece nel dna del centrodestra c’è la capacità di affrontare i poteri forti del Paese per ottenere scelte utili a tutta la comunità nazionale». Per Alemanno, inoltre, a questo punto va «rinegoziato il contratto di servizio con società Autostrade ». Ad alimentare la polemica è intervenuto anche Zingaretti, per il quale è «quasi una teoria da Azzeccagarbugli» quella esposta da Castelli, mentre davanti alle sentenze (ripetute) «il governo avrebbe dovuto chiedere scusa ai cittadini ». Controreplica ‘pepata’ di Castelli: «Io azzeccagarbugli, ma Zingaretti marziano. Il presidente della Provincia di Roma afferma che una legge dello Stato può essere dichiarata non legale dal Tar. Questi sono i frutti della mancanza dell’insegnamento dell’educazione civica nelle scuole italiane».
Al di là delle stucchevoli polemiche, scende in campo anche la Regione Toscana annunciando di essere pronta a valutare l’ipotesi di un ricorso fino alla Corte Costituzionale. L’aumento dei pedaggi sui raccordi avrebbe dovuto portare nelle casse dell’Anas circa 83 milioni nel 2010 e 200 milioni per l’intero 2011. Gli 83 milioni di quest’anno saranno recuperati comunque con un taglio lineare alle risorse previste per i ministeri, secondo quanto già stabilito dal Consiglio dei ministri.
I consumatori: ora i rimborsi Polemica tra Castelli (Infrastrutture), il sindaco Alemanno e il presidente Zingaretti
 

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