19 Dicembre 2012

Autostrada Gara, anche Codacons contro l’ A22

Autostrada Gara, anche Codacons contro l’ A22

ROMA/TRENTO – Mezzogiorno di fuoco oggi per l’ Autobrennero spa, che si presenta davanti ai giudici del tribunale amministrativo del Lazio per chiedere l’ annullamento, totale o parziale, del bando di gara per la nuova concessione dell’ A22, che comincerà dopo la scadenza del 30 aprile 2014. Gli avvocati Marcello Clarich e Claudio Guccione esporranno le ragioni di A22 alla terza sezione del Tar laziale (presidente Bianchi, relatore Sapone, consigliere Soricelli), con l’ avvocatura generale dello Stato come controparte, per l’ Anas spa che ha emesso il bando di gara, per il ministero trasporti (che dall’ Anas ha ereditato la procedura) e del ministero dell’ economia e delle finanze, interessato a che la gara si faccia in fretta, per introitare le somme già previste nel bilancio dello Stato. La novità è che la società Autobrennero sarà fronteggiata e contrastata anche dalla più celebre sigla della difesa dei consumatori in Italia, il Codacons, che schiera il suo presidente avvocato Carlo Rienzi insieme al collega Gino Giuliano. L’ atto con cui Codacons interviene nella causa, a rinforzare il fronte ministeriale pro gara, non porta elementi specifici a suffragio del «no» alle argomentazioni dell’ A22, ma ribadisce il principio cardine del movimento consumerista: la concorrenza fa bene ai consumatori, perché mettendo i soggetti imprenditoriali in concorrenza fa risparmiare (o, in questo caso, incassare di più allo Stato) e tendenzialmente abbassa i prezzi del servizio. Sarà la prima volta, oggi, che i giudici del Tar si esprimono nel merito delle argomentazioni portate da Autobrennero nella contestazione giuridica del bando di gara. Gli argomenti pro-gara, però, sono già emersi nelle ordinanze pronunciate dal Tar del Lazio e dal Consiglio di Stato, ed entrambe perse da Autobrennero, in merito alla richiesta di sospensiva della società di via Berlino, la più grande produttrice di utili con sede legale in Trentino. L’ avvocatura dello Stato ribadirà probabilmente le tesi già sostenute nelle udienze per la sospensiva: le leggi di stabilità richiedono un’ iniezione finanziaria, la forte fidejussione bancaria richiesta dal bando (2 miliardi) è coerente con la normativa europea. Insomma le casse dello Stato non possono attendere l’ ipotetica alternativa in-house. Su cui però insiste anche l’ ultima lettera di Dellai al ministro Passera: tentativo estremo di ricollegare la cessione – da parte di Regione e Province – del tesoretto A22 pro tunnel all’ allungamento senza gara della concessione. Nell’ udienza pubblica di oggi, gli avvocati dell’ Autobrennero saranno spalleggiati dai due avvocati di Provincia di Trento e Regione Nicolò Pedrazzoli e Mario Santaroni, e da ben cinque legali della Provincia di Bolzano. Bolzano e Trento alleate, anche se in questi giorni Durnwalder non manca di fare riferimenti ironici al presenzialismo romano del prossimo candidato alle politiche Dellai, con cui si trova su posizioni divergenti rispetto alla proposta del ministero. Il Landeshauptmann è convinto che si debba accettare l’ offerta del governo, sul conferimento del fondo pro tunnel nel capitale di Tfb spa, senza insistere sulla strada arrischiata del «no alla gara, sì a una società in-house per gestire il corridoio», che Bolzano considera ormai un’ ipotesi tramontata. Come il governo Monti. pgh.

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