2 Settembre 2010

Autostrada, confermato il no ai pedaggi sui raccordi Ma a gennaio la stangata

 
TRIESTE Niente più gabella al Lisert. Il Consiglio di Stato conferma la sentenza del Tar e dice no ai pedaggi introdotti dalla manovra Tremonti sui raccordi autostradali. Non può cancellare, però, i rincari che dal primo luglio sono stati applicati alle tratte autostradali in virtù dei costi di concessione (cresciuti di un millesimo per le auto e di tre per i tir). Risultato: rispetto al primo luglio le macchine pagano dai 10 ai 20 centesimi in più sulla Trieste Venezia e i camion fino a 60 centesimi in più. Ma il peggio deve ancora venire: dal primo gennaio i rincari delle concessioni raddoppieranno. STOP AL LISERT Lo Stato non potrà incassare la sovrattassa sul raccordo tra Lisert e Fernetti, quella che Autovie ha richiesto, per conto di Anas, per pochi giorni e che il Codacons ora chiede di restituire ai cittadini non escludendo una causa collettiva o class action. Se questo sovrapprezzo – che da solo pesava fino a 1,2 euro sul pedaggio della Trieste Venezia per le automobili e fino a 2,4 euro per i tir – è venuto meno, gli automobilisti non possono dormire sonni tranquilli. LA CONCESSIONE Il primo luglio, infatti, sono scattati comunque gli aumenti legati alla concessione che valgono pochi centesimi di euro in più sul pedaggio del singolo, pochi centesimi che si trasformeranno in un introito, per Anas, di circa 2,5 milioni di euro per l’ anno in corso. I centesimi però sono destinati ad aumentare dal primo gennaio. E’ infatti previsto un raddoppio dei millesimi di aumento a partire dal 2011 tanto che, se i volumi di traffico rimanessero quelli dello scorso anno, si stima che dalla sola tratta di competenza di Autovie l’ Anas potrebbe incamerare altri 10 milioni di euro. TERZA CORSIA Il 2011 sarà un anno che gli automobilisti della regione ricorderanno anche perchè, se la delibera Cipe completerà il suo percorso entro l’ anno rendendo operativo il piano finanziario di Autovie prima del 2011, a gennaio scatteranno anche gli aumenti legati alla realizzazione della terza corsia. Il piano prevede che proprio nel 2011 ci sia l’ incremento più sostanzioso: circa 11 per cento in più sulle tariffe. Questa percentuale, però, potrebbe sfiorare il 15 per cento dal momento che l’ incremento del 3 per cento previsto per l’ anno in corso non è mai entrato in vigore. La sua applicazione, infatti, è stata congelata in attesa che il piano finanziario fosse approvato da Roma. Come confermato da Anas perché il provvedimento possa essere adottato è necessario che la delibera Cipe diventi efficace e quindi che si completi il percorso con la firma del presidente del Consiglio dei Ministri e la registrazione dell’ atto da parte della Corte dei Conti.

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