«Automobilisti indisciplinati? No, tutta colpa dei parcheggi»
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fonte:
- Quotidiano di Puglia
non ci sono autosilo né aree apposite sufficienti ad assorbire il traffico che affluisce quotidianamente bisogna ripensare a un nuovo piano traffico con parcheggi liberi e navette che collegano al centro storico le associazioni dei consumatori assolvono i leccesi al volante «mancano le infrastrutture, si pensa solamente a fare cassa»
Stefania DE CESARE Lecce città delle multe ma la colpa non è solo degli automobilisti: «Servono più infrastrutture e un nuovo piano traffico. I cittadini devono essere messi nelle condizioni di non trasgredire». Dopo i dati pubblicati dal Sole24Ore – Lecce prima città del Mezzogiorno per incassi derivanti dai verbali – e dopo il dossier fornito dalla Municipale – 120mila multe in dodici mesi per un incasso complessivo di sette milioni e 170mila euro – le associazioni di categoria provano a difendere i trasgressori della strada, lamentando gravi carenze di servizi che, a loro dire, consentirebbero di ridurre il numero delle sanzioni. «Il grosso delle multe provengono dalla sosta – sottolinea Alessandro Presicce, presidente di Adoc -. Lecce, colpevolmente, non si è infrastrutturata come avrebbe dovuto rispetto ai parcheggi di interscambio. Non ha costruito autosilo, non ha attrezzato aree apposite sufficienti ad assorbire il traffico che affluisce quotidianamente e costantemente nella nostra città da molti anni». Secondo i dati forniti dalla Polizia Locale, nel 2017 sono state 30.043 le sanzioni elevate per transito e sosta nella Zona a traffico limitato. Al secondo posto, le sanzioni relative alla sosta senza pagare il grattino (19.087 multe) che stacca di poco il parcheggio con grattino scaduto con 11.504 sanzioni. A seguire, la sanzione per divieto di sosta, che raggiunge quota 10.320. «La città stessa è diventata un enorme parcheggio diffuso – aggiunge Presicce -. I 7mila stalli tariffati sono il parcheggio di Lecce. È così che tra grattini scaduti o mancanti, sosta nella Ztl, sosta in divieto o in seconda fila, i cittadini pagano di tasca propria una carenza di infrastrutture che consentano di sostare in modo tranquillo e sereno». Pochi stalli gratuiti, quindi, ma non solo. «L’ infrastruttura stradale è progettata male e non funge da deterrente», aggiunge Presicce secondo cui le numerose irregolarità, come margini della carreggiata non delineati o strisce pedonali scolorite «generano confusione e non guidano l’ automobilista verso comportamenti corretti. È evidente che i proventi delle multe non sono utilizzati ed impiegati tutti e al meglio per la sicurezza dei cittadini». Sull’ apertura di nuove aree di sosta, qualche settimana fa il Comune ha reso ufficiale la convenzione con Asl che servirà ad aprire le zone a parcheggio di proprietà dell’ azienda sanitaria locale (468 parcheggi utilizzabili, si vedrà quali disponibili) per tutti i fine settimana. Un discorso analogo anche per i 530 posti auto messi a disposizione dall’ Università del Salento. Tornando ai dati sulle multe, tra gli automobilisti più sanzionati spuntano quelli pizzicati dagli occhi elettronici dei photored che hanno scattato 13.650 foto per altrettanti verbali. «Il Comune fa cassa con i verbali – sottolinea Giovanni D’ Agata, presidente dello Sportello dei Diritti – peccato però che la maggior parte dei ricorsi alle multe venga vinta dai cittadini. Oltre l’ 80 per cento delle sanzioni riguardanti accessi irregolari alla Ztl, o multe per photored e autovelox sono impugnate e vinte. Questo dimostra che non sono solo gli automobilisti ad essere indisciplinati ma gli illeciti sono presenti anche nelle apparecchiature elettroniche. Bisogna ripensare a un nuovo piano traffico, con parcheggi a libera sosta e navette per il centro storico». E se non mancano i ricorsi per i verbali assegnati dagli occhi elettronici, diverso invece il discorso sulle multe per grattino scaduto: «In questo caso l’ automobilista difficilmente prova un ricorso perché le spese per una azione legale superano la multa quindi il cittadino preferisce pagare – spiega Christian Marchello di Codacons -. Il codice della strada va rispettato, non c’ è dubbio, però bisognerebbe ripensare al problema dei parcheggi mettendo nelle condizioni i cittadini di non trasgredire».
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