15 Luglio 2010

Automobilista vince il ricorso contro l’ Agenzia delle entrate

Il caso Ogni tanto accade che Davide sconfigga Golia. Nel caso specifico un cittadino contro l’ Agenzia delle entrate che non soltanto è risultata soccombente in giudizio, ma è stata anche condannata a pagare le spese di lite. Ma veniamo ai fatti. Nell’ autunno 2009 a un automobilista pordenonese viene notificato l’ accertamento dell’ Agenzia delle entrate di Pordenone per un bollo auto non pagato due anni prima. Nulla di strano, può accadere, solamente che a Giulio Lorettu era già accaduto alcuni anni prima di essere "sorteggiato" erroneamente, visto che anche in quell’ occasione la tassa era stata regolarmente pagata. L’ automobilista, consapevole di essere in regola, si è dunque affidato al Codacons di Pordenone per fare ricorso. Fissata l’ udienza alla Commissione tributaria provinciale, davanti alla prova che Lorettu aveva effettivamente pagato i 138,29 euro dovuti per la tassa di circolazione, l’ Agenzia delle entrate ha informato la commissione di aver parzialmente annullato l’ atto impugnato sostenendo che l’ errore andava in parte attribuito all’ ufficio postale che aveva male indicato la targa del veicolo. Ma il Fisco non aveva intenzione di "mollare l’ osso" e ha eccepito che l’ automobilista aveva versato comunque una somma inferiore a quella dovuta, di 159 euro, dato che il veicolo era in categoria "euro zero". A quel punto il contribuente ha replicato che sì, era vero che l’ auto era di categoria euro zero, ma dal 1987 era stata dotata di un impianto di alimentazione a metano, e questo comportava il pagamento di un bollo di 136,74 euro. A quel punto la capitolazione, imposta dalla Commissione tributaria, che ha accolto il ricorso dell’ automobilista, ha annullato l’ atto emesso dalle Entrate e, cosa inusuale, ha condannato l’ Agenzia a rifondere al cittadino le spese di lire, ben 500 euro. Soddisfatto il ricorrente, Giulio Lorettu, che ha ottenuto giustizia, anche se ha perduto un po’ di fiducia nei meccanismi di controllo del Fisco. «A questo punto dubito sulle modalità con cui si dispongono i controlli, che non avvengono grazie all’ incrocio di dati e informazioni tra enti, ma a caso, magari confidando sulla possibilità che i cittadini abbiano smarrito le attestazioni di pagamento. Sarebbe questo – conclude – l’ esempio del miglioramento e dello snellimento delle procedure amministrative e dell’ utilizzo del denaro pubblico per pagare errori, tanto decantato dal ministro Brunetta?». (e.d.g.)

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