14 Luglio 2009

Autodemolitori, subito le regole” Rivolta dopo l´incendio all´Appio”

 L´appello degli abitanti del quartiere. Aperta un´inchiesta

  Il giorno dopo il vasto incendio divampato in un autodemolitore in via dell´Almone, i vigili del fuoco hanno lavorato ancora per cercare di spegnere gli ultimi focolai. Così dopo oltre 24 ore, nonostante le fiamme siano state domate, il fumo si continuava ad alzare dallo sfascio a due passi dal parco della Caffarella. Ora per accertare le cause, la magistratura ha aperto un fascicolo. Intanto i proprietari del deposito non riescono a spiegarsi come sia stato possibile lo scoppio del rogo. «Nel punto in cui è divampato l´incendio non c´erano auto piene di benzina – precisa Cinzia, la titolare – è la prima volta che succede una cosa simile e siamo davvero senza parole». Ad accorgersi per primo delle fiamme è stato il cane del guardiano. Il padrone non si era infatti accorto di nulla «perché stava guardando in televisione la formula uno – racconta la proprietaria dello sfascio in via dell´Almone – e il cane ha iniziato a battere con la coda e le zampe contro la porta per dare l´allarme». Circoscritto dunque l´incendio che ha provocato una densa nube nera visibile da ogni parte della città, si sono scatenate le polemiche. Il sindaco Alemanno già domenica ha detto che voleva questi depositi lontano dal centro cittadino. Ma «via gli autodemolitori dai centri abitati» lo ripetono anche i cittadini della zona. E scendono in campo pure i comitati che da anni lottano per la delocalizzazione degli sfasciacarrozze. «Dopo quanto accaduto in via dell´Almone – spiega Bruno Di Venuta, presidente del comitato di Torre Spaccata – oggi (ieri per chi legge ndr) incontreremo il prefetto, al quale chiederemo di intervenire immediatamente per spostare tutte le strutture che si trovano sulla Togliatti». Lancia un appello Andrea Catarci, presidente del municipio XI: «C´è stato un danno ambientale di proporzioni molto vaste e fortunatamente nessuna persona è rimasta gravemente coinvolta, ma occorre accelerare il processo di individuazione di altri siti». Interviene Athos De Luca, vicepresidente della commissione Ambiente del Comune di Roma: «Roma è l´unico posto al mondo al mondo che ha spazi per questo tipo d´attività all´interno della città. Si contano 123 imprese di autodemolizioni e 30 depositi giudiziari. Il piano della Regione, concordato con il Comune per la realizzazione di cinque "Isole di bonifica, situate fuori dal Gra" è fermo per problemi di espropri. Si fa sempre più urgente la necessità di trovare una soluzione al problema». Propone invece il "monitoraggio di tutti gli autodemolitori presenti sul territorio capitolino per controllare e verificare le condizioni di sicurezza in cui operano", Samuele Piccolo, delegato del sindaco per lo Sviluppo delle periferie.  E intanto lancia l´allarme anche il Codacons che annuncia di aver fatto un esposto alla procura della Repubblica per verificare le responsabilità. «Sappiamo dell´esistenza di un progetto che però ora sembra finito nel dimenticatoio – precisa Carlo Rienzi, presidente dell´associazione in difesa dei consumatori – Dopo l´incidente di domenica vogliamo sapere quali siano le responsabilità degli enti locali che avevano preso un preciso impegno con la cittadinanza per delocalizzare gli sfasciacarrozze e se vi siano state omissioni o negligenze a danno dei cittadini».

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