AUTO RALLY NELLA SCARPATA, MUOIONO PILOTA E NAVIGATORE
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fonte:
- Ansa
(ANSA) SANTOPADRE (FROSINONE), 9 AGO – Un volo di circa venti
metri in un tratto di strada con tornanti e strapiombi, l’auto
che si ribalta più volte nella scarpata, due piloti che restano
uccisi. Tragedia ieri sera, intorno alle 23, a Santopadre,
piccolo comune tra Arce e Ceprano, nel frusinate, dove per
sabato e domenica era in programma una gara di slalom con
vetture da rally. Sono morti Francesco Cascone, 27 anni, di
Sora, e Vittorio Canestraio, 52 anni, originario di Arpino ma
residente a Fontechiari, in Ciociaria. Dovevano partecipare alla
gara ora rinviata, per lutto, al 21 ottobre.
L’incidente si è verificato intorno alle 23, quando la loro
auto è uscita di strada in località Barbarossa, capovolgendosi
diverse volte. Inutili tutti i tentativi di soccorso: pilota e
navigatore sono deceduti sul colpo.
Le due vittime facevano parte del ‘Santopadre Racing Team’
(SRT) e stavano portando la loro Renault Clio nella scuderia.
All’improvviso la vettura, per cause ancora da stabilire, è
uscita fuori strada, finendo in una scarpata e fermandosi solo
dopo una ventina di metri. L’auto è andata distrutta e per i
due piloti non c’é stato scampo.
La gara di Santopadre (nono slalom), ‘Memorial Tiziana
Grimaldi’, fa parte del calendario Csai ed è valida per il
campionato italiano.
“Nella zona dell’incidente – puntualizza la commissione
sportiva automobilistica italiana (Csai) – non è prevista
alcuna gara rally. L’unica corsa in programma è uno slalom”.
La tragedia di ieri sera arriva dopo quella simile di venti
giorni fa durante il rally ‘Citta’ di Luccà, dove, anche in
questo caso, morirono pilota e navigatore.
Sul drammatico incidente, che ha scosso il piccolo comune del
frusinate, la procura di Cassino ha aperto un fascicolo; anche
il Codacons chiede di fare luce sull’incidente e invoca “misure
efficaci per garantire la sicurezza dei piloti di rally e degli
spettatori che assistono alle corse”. Secondo il presidente
Carlo Rienzi “le due vittime confermano non solo come le nostre
preoccupazioni fossero più che fondate”, ma anche la
necessità di “limiti più severi e maggiore sicurezza sui
percorsi di gara del nostro paese, per evitare il ripetersi di
simili sciagure”. (ANSA).
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