18 Aprile 2006

Auto o treno, la protesta è pendolare

Auto o treno, la protesta è pendolare


Ladispoli: il Codacons chiede agevolazioni e miglioramento del servizio





I pendolari del litorale a nord della capitale sono in subbuglio. Per motivi economici e strutturali sale in alto la protesta di chi adopera l?automobile o il treno per recarsi quotidianamente al lavoro, scontrandosi con una realtà sempre più difficile. A rullare i tamburi di guerra è stato il Codacons che ha annunciato iniziative a tutto campo per chiedere l?intervento delle autorità competenti, rilanciando una inedita proposta. Ovvero, agevolazioni per i pendolari che utilizzano le vetture per recarsi al lavoro e debbono percorrere l?autostrada che collega il litorale alla capitale. E? questo l?appello lanciato dal Codacons che ha colto l?occasione per segnalare come gli automobilisti, oltre a dover sborsare fior di euro per il carburante, siano penalizzati rispetto ai viaggiatori che adoperano il treno e gli autobus per motivi di lavoro e di studio. Dal cilindro del Codacons è dunque balzata fuori una proposta concreta per la Società autostrade e per la Regione Lazio.
«Crediamo che le agevolazioni rivolte ai pendolari – afferma il coordinatore per il litorale, Angelo Bernabei – debbano essere equanimi. Se è stato giusto e importante introdurre tariffe ridotte per gli abbonamenti e per il Metrebus, allo stesso modo non possono essere discriminati tutti coloro che sono costretti ad adoperare le auto per andare a lavorare. Peraltro, l?autostrada A12 è un caso anomalo, considerando che il pedaggio si paga sia entrando al casello di Maccarese e Fregene, che uscendo a Civitavecchia. Il Codacons ha ufficialmente chiesto alle autorità competenti di valutare l?ipotesi di introdurre abbonamenti a costi agevolati per tutti i pendolari del litorale a nord di Roma che viaggiano sull?autostrada. La nostra proposta è già sul tavolo del presidente regionale».
Ma altre problematiche assillano anche i pendolari che viaggiano sulla strada ferrata, già costretti a patire ritardi cronici dei treni e carrozze ormai insufficienti a contenere l?onda d?urto dell?aumento degli utenti.
«Abbiamo salutato con interesse – prosegue Bernabei – il cambio di denominazione della stazione di Ladispoli, ma gli utenti attendono interventi ben più incisivi. In primis, è scandaloso quello che accade alla stazione di Ladispoli, frequentata ogni giorno da oltre 8.000 pendolari, compresi quelli di Cerveteri. Ebbene, in questo scalo i portatori di handicap sono praticamente impossibilitati a raggiungere i binari. Nella stazione non sono state abbattute le barriere architettoniche, esiste solo un ripido sottopassaggio con gli scalini, un percorso inaccessibile per chi è in carrozzella. Sono anni che chiediamo interventi strutturali, ma abbiamo assistito soltanto a un mortificante palleggio di responsabilità tra gli enti competenti. Se ci aggiungiamo che gli utenti debbono convivere con un?altra serie di disservizi, comprese le carrozze sporche, i ripetuti guasti ai display della stazione e la mancanza di puntualità dei treni, crediamo sia giunto il momento di dire basta. E di ottenere non più vaghe promesse, bensì interventi tempestivi ed efficaci».

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