28 Novembre 2009

Auto in marcia, sigaretta spenta: multa salata a chi fuma mentre guida

Dopo ospedali, scuole, autobus, cinema, teatri, discoteche e ristoranti, fra poco sulle spalle dei fumatori potrebbe abbattersi un altro divieto: fumare mentre si è al volante. L’idea è venuta al senatore leghista Piergiorgio Stiffoni, che l’ha così giustificata: "La sigaretta riduce il livello di attenzione. E al volante questo può uccidere". Una legge simile è già in vigore in Gran Bretagna, in Canada, a San Marino. Lo sarà presto anche in Italia se il Parlamento riuscirà a trasformare il ddl in legge. Lo studio a cui si è appellato il senatore del Carroccio (e visionato in questi giorni dalla commissione Lavori pubblici del Senato) in realtà è datato 2008. realizzato dalla società italiana di Tabaccologia (Sitab) rileva che in auto è, paradossalmente, meno pericoloso parlare al cellulare che fumare: "Abbiamo filmato alcuni fumatori mentre erano al volante, misurando per quanto tempo distoglievano lo sguardo dalla strada" spiega Giacomo Mangiaracina, del Dipartimento Scienze di Sanità Pubblica, Unità di Tabaccologia Università La Sapienza, "ed è risultata una distrazione maggiore che per il telefonino. Secondo lo studio, per rispondere a una chiamata ci si distrae per 2,1 secondi, mentre per fumare ne servono 2,9 per prendere sigarette e accendino e 2,0 per accendere (totale: 4,9 secondi). Certo, non esisitono studi che correlino però incidenti e sigarette, anche se gli ultimi dati Aci-Istat sostengono che addirittura il 15% sia provocato anche dalle "bionde". Quindi: "Non si capisce a questo punto perchè è sanzionabile l’uso del cellulare e la sigaretta no". Alla domanda del professor Mangiaracina, vorrebbe dare soddisfazione proprio il ddl che Stifoni presenterà, sotto forma di emendamento, alla riforma del codice della strada. Chi continuerà a fumare durante la guida rischierà una multa di 250 euro e una perdita di cinque punti sulla patente. Sanzione raddoppiata se a bordo ci sono minori, categoria a rischio per il fumo passivo come ha sottolineato lo stesso Stiffoni: "Con i finestrini chiusi, l’auto diventa una camera a gas. Almeno i più piccoli vanno protetti".  La nuova proposta anti-fumo su "guidatori no smoking", che sembra essere appoggiata da tutti i partiti – dal Pd, al Pdl, all’Idv (oltre che dall’Aci e dal Codacons: "La proposta della Lega accoglie le nostre richieste e, quindi, non può che soddisfarci") è solo l’ultima della lunga lista di divieti che i fumatori italiani hanno imparato a rispettare. La linea dura è arrivata con il nuovo millennio: dopo che nel 2002 erano state introdotte le scritte shock sui pacchetti di sigarette, dall’11 dicembre dal 2004 il veto è stato esteso a tutti i treni per poi diventare definitivamente obbligatorio in tutti i locali pubblici, con particolare riguardo per alberghi, ristoranti, bar ed esercizio di pubblico ristoro in genere, dal 10 gennaio del 2005. Ora, se l’iter parlamentare (dopo il voto in commissione dei prossimi giorni si passerà all’Aula, sempre del Senato, per poi tornare alla Camera) non nasconderà soprese e il nuovo provvedimento diventerà legge, i fumatori si vedrebbero costretti a rinunciare ad un altro "spazio vitale": la propria automobile. E infatti c’è già chi storce il naso. Prendete Gino Paoli, fumatore incallito, che intervistato dall’Ansa provocatoriamente si chiede: "Ma se davvero fa male, com’è che il mio amico Camilleri fuma tutto quel che fuma e sta meglio di me, che ho dieci anni meno di lui?". E poi ribalta la questione: "Fumare durante la guida? Una cosa giusta e irrinunciabile. Io quando fumo sono molto più attento, lucido e sveglio".

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