26 Agosto 2009

Auto bloccate, clienti in rivolta

Hanno svuotato il portafogli per un’auto che non è mai arrivata. C’è chi ha dato duemila euro e chi è arrivato a sborsarne oltre trenta. I più fortunati hanno pagato un acconto, alcuni invece hanno saldato tutto e altri devono addirittura far fronte alle rate della finanziaria per una macchina che non c’è. È quanto capitato a parecchi clienti della concessionaria Interauto di Paese, una cinquantina dei quali si sono riuniti lunedì sera a Santa Cristina, alle prese con lo stesso problema: aver atteso e pagato un’auto che non si riesce a immatricolare. Per ora presenteranno un esposto cumulativo, ma si pensa già a un’azione legale collettiva. La concessionaria non ha dato troppe spiegazioni. Il fatto che Nissan abbia rotto la convenzione che la legava al rivenditore, però, non è un buon segnale. L’amministratore delegato di Interauto, Daniele Bertuol, continua a rimandare la consegna delle targhe pur avendo incassato i soldi. I malcapitati clienti hanno potuto solo vedere la propria macchina, qualcuno è pure riuscito a portarla a casa, ma a tutti manca il libretto di circolazione e, quindi, non possono guidarla. Lunedì ne hanno discusso con l’avvocato Alessandro Corsi, legale della famiglia Alessandrini che da oltre tre mesi attende le targhe di una Qashqai. Le strade percorribili sono due: insistere per far valere i contratti firmati e ottenere le auto o chiedere la restituzione del denaro versato. Per ora contro Interauto è stata presentata una singola denuncia per truffa. E che di un raggiro si tratti sembra non esserci più alcun dubbio. Una stima ancora non c’è, ma stando ai presenti a Santa Cristina pare che la concessionaria abbia già intascato oltre 500 mila euro senza immatricolare una sola vettura. I clienti, da Asolo a Galliera, sono sul piede di guerra. Bertuol ha annunciato che in settimana incontrerà i dirigenti di Nissan Italia per sbloccare la situazione, ma per il momento la casa giapponese non interviene. Anche se gli acquirenti attendono per il 31 agosto una proposta d’acquisto alternativa voluta proprio da Nissan per tentare di calmare le acque. «Nissan non può chiamarsi fuori – sbottano i clienti – ha preso i soldi anche quando sapeva di non poter più consegnare le auto e alcuni di noi hanno pure perso i contributi per la rottamazione». La questione continua ad allargarsi, tanto che i problemi coinvolgerebbero anche la concessionaria Renault Inauto, con sede sempre in via Nenni a Paese. «Ho versato 13 mila euro per una Megane – rivela il signor Beni da Carbonera – dalla data di consegna del 5 giugno sto attendendo l’immatricolazione, ma ora non risponde più nessuno».  La rabbia dei clienti ha già raggiunto Internet e i siti dei consumatori Codacons e Aduc, dove sono intervenuti anche dei dipendenti di Interauto che hanno scelto di rimanere anonimi. «I soldi sono stati utilizzati per il bene dei lavoratori che non percepivano lo stipendio – scrive il primo – il debito accumulato è di 1,5 milioni di euro e per fortuna con questo raggiro è stato in gran parte saldato». E non mancano le conferme. «Questo mese lavoreremo gratis perché si sono intascati i nostri stipendi – spiega “Tredase” – se nei prossimi giorni mancherà del materiale è perché l’ho barattato con alimenti». Insomma, la matassa è ancora tutta da sbrogliare.

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