6 Marzo 2002

Auto, a febbraio vendite meno 12%

CROLLA IL NUOVO, RESISTE L?USATO


Auto, a febbraio vendite meno 12%

Auto e automobilisti: un momento difficile. Calano le vendite di dodici e più punti percentuali, monta la polemica sulla destinazione delle multe alle compagnie assicuratrici. A pochi giorni dall?annullamento del Salone di Torino, il mercato delle quattro ruote italiano subisce un nuovo colpo registrando, in febbraio, il peggior risultato degli ultimi 20 mesi: -12,28%, la flessione più accentuata da giugno 2000, mese in cui era stato toccato il picco con un -15,68%. Continua, invece, anche a febbraio (+5,13%,) il trend positivo del mercato dall`usato, che dal 2001 non ha mai smesso di correre.

Sul mercato del nuovo, tutti i marchi Fiat hanno subito a febbraio una brusca frenata: l?Alfa Romeo ha perso il 7,46%, la Fiat il 15,16% e Lancia addirittura il 33,81. Il titolo ha accusato il colpo e a Piazza Affari le Fiat hanno chiuso con una perdita del 2,34% a 15,33 euro. Non è andata meglio alle tedesche: -15,07% Volkswagen, -9,45% Bmw e -35,53% Opel. In controtendenza Audi (+13,16%) e la Mercedes (+8,36%). Perdono quota pure Ford (-5,66% ma prima classificata fra i costruttori esteri), Renault (-14,5%) e Citroen (-11,48%), mentre Peugeot guadagna il 30,16%.

Rc auto. I ricavi delle multe Antitrust alle compagnie assicuratrici (314 milioni di euro) «non sono stati per nulla dirottati a favore delle compagnie petrolifere». Così l?Unione petrolifera italiana interviene in merito a quanto sostenuto da quattro associazioni di consumatori, spiegando che le somme relative alle sanzioni del Garante – rese definitive a fine febbraio dal Consiglio di Stato – sono destinate alla riduzione delle accise per alcune categorie di utenti: «Come risulta chiaramente dalla lettura della Finanziaria 2001 (la 418 del 30 novembre 2001) i ricavi delle multe Antitrust sono stati destinati alla riduzione di accise a vantaggio di alcune categorie di consumatori: gasolio diesel per l?autotrasporto, metano per utilizzatori industriali, gasolio utilizzato per le serre, gasolio e gpl impiegati nelle zone montane, teleriscaldamento con biomasse ed energia biotermica. Stupisce questa grave disattenzione, accompagnata da un clamore fondato sul nulla».

Le associazioni dei consumatori Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, però, insistono: i ricavi delle multe «devono tornare ai consumatori». In una nota congiunta reclamano che queste somme siano destinate «all?apposito fondo, istituito dal ministero dell?Industria, per le iniziative a favore dei consumatori» e non escludono «clamorose iniziative» per far rientrare le somme delle sanzioni Antitrust alla gestione dello stesso ministero. I consumatori parlano esplicitamente di «beffa del ministro dell?Economia» e per questo chiedono al ministro Giulio Tremonti di provvedere «a reintegrare, nel primo Consiglio dei ministri utile, e comunque non oltre il 20 marzo i fondi sottratti, destinati ad iniziative a vantaggio dei consumatori». Dal canto suo il Comitato nazionale dei consumatori e degli utenti (Cncu) garantisce che, «memore di quanto avvenuto nel 2001», quest?anno non starà a guardare: «Già lo scorso anno, infatti, il decreto legge 355 aveva dirottato, all?articolo 9, i fondi in questione al contenimento dei prezzi dei prodotti petroliferi». E in tema di ricordi è anche il Garante dell?assicurato della Regione Campania, Antonio Coviello: «Già il 30 dicembre 1996 l?Antitrust – presidente Giuliano Amato – comminò una sanzione pecuniaria di circa 20 miliardi di lire, dopo aver accertato una ?pratica concertata? (questa la definizione) chiara e lampante tra alcune compagnie assicuratrici. Ma la dichiarazione successiva del giudice amministrativo fu sconcertante: ?Per esistere un?intesa doveva esserci un protocollo firmato dagli amministratori delegati?. Il che, ovviamente, non fu dimostrabile. Per fortuna, i tempi sono cambiati».

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