Aumento Iva, esposto alla Gdf
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fonte:
- Gazzetta di Modena
L’ aumento dell’ Iva dal 20 al 21 per cento sta generando non pochi disguidi, sia ai negozianti ma anche ai clienti. Ecco perché in questi giorni le associazioni dei consumatori, Codacons e Federconsumatori, stanno ricevendo diverse segnalazioni da parte dei cittadini che avrebbero ravvisato irregolarità. «In base alle denunce dei consumatori – scrive il Codacons – alcuni esercenti, approfittando della situazione di confusione determinatasi, applicherebbero aumenti anche su beni esclusi dall’ incremento dell’ Iva». Contro i furbetti dei prezzi e per evitare che si verifichino rincari selvaggi come nel caso dell’ introduzione dell’ euro, il Codacons ha inviato un esposto al comando provinciale della Guardia di Finanza in cui si chiede «prevenzione, ricerca e denuncia delle evasioni e delle violazioni finanziarie». Federconsumatori rincara la dose: «Un altro rischio che si potrà correre è relativo agli arrotondamenti speculativi dei prezzi, cioè quella metodologia che invece di arrotondare per difetto l’ applicazione dell’ 1 per cento sull’ aliquota Iva, lo arrotonda per eccesso e magari aggiunge qualche centesimo per fare "conto pari", procurando così ulteriori piccoli aggravi alle tasche delle famiglie, ma che sommati fanno diminuire il potere d’ acquisto. In base alle previsioni dell’ Agenzia delle Entrate la ricaduta media a famiglia Istat (2,5 componenti) sarà di 173 euro. Vogliamo poi mettere in guardia cittadini e consumatori da eventuali comportamenti scorretti di negozi e catene distributive relativamente all’ applicazione dell’ aumento al 21 per cento dell’ Iva. Nella fattispecie vogliamo segnalare che non debbono essere accettati eventuali comportamenti di applicazione alla cassa di maggiorazioni del prezzo esposto, giustificati dall’ aumento in questione. Il prezzo esposto fa testo e legge e a quel prezzo non può essere posta alcuna variazione. Nel caso in cui venisse praticata una maggiorazione al momento del pagamento, in cassa, il prezzo esposto risulterebbe ingannevole e ci troveremmo di fronte ad una grave scorrettezza. Invitiamo – concludono – chi si trovasse di fronte a questi casi, a segnalarli immediatamente alla polizia municipale».
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