Aumento dell’Iva, Codacons e Coldiretti contro il governo Renzi
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- SestoPotere.com
(Sesto Potere) – Roma – 26 aprile 2016 – La Corte dei Conti ha presentato un simulazione sull’Iva da integrare al documento sul Def depositato in Parlamento che prevede lo spostamento di parte della base imponibile con Iva agevolata al 10% verso l’aliquota ordinaria al 22%, con l’obiettivo di portare nelle casse dello Stato 5 miliardi di euro e consentire al governo Renzi di finanziare gli annunciati tagli di Ires e Irpef . In ogni caso, il governo Renzi per evitare l’aumento dell’Iva automatico nel 2017 previsto dalla clausola di salvaguardia introdotta con la legge di Stabilità 2015 dovrà trovare 15 miliardi di euro entro fine anno .
Netta bocciatura da parte del Codacons alla proposta avanzata dalla Corte dei Conti: “Con tale misura ancora una volta sarebbero solo i consumatori a pagare, attraverso un incremento dei prezzi al dettaglio – denuncia il Presidente Carlo Rienzi – Una idea assolutamente ingiusta quella di aumentare l’Iva su alcuni beni, considerando che negli ultimi anni i ritocchi dell’imposta sul valore aggiunto hanno arrecato danno alle famiglie, ridotto i consumi e diminuito il gettito erariale”.
“Nel nostro paese l’Iva ha già subito di recente in Italia due incrementi, con effetti disastrosi per le tasche delle famiglie e per i consumi: dal 20 al 21% nel settembre 2011 con un aggravio medio di spesa pari a 290 euro anni a famiglia; dal 21 al 22% nel 2013 con maggiore spesa pari a 209 euro a famiglia su base annua, per una stangata media da +499 euro annui a famiglia – prosegue Rienzi – Il gettito per le casse dello Stato è risultato tuttavia inferiore alle aspettative, perché i consumatori hanno reagito al rincaro dei prezzi riducendo la spesa. Per tale motivo ci opporremmo a qualsiasi intervento al rialzo sull’Iva, e bocciamo senza appello la proposta della Corte dei Conti”.
“L’aumento dell’Iva colpirebbe soprattutto beni di prima necessita’ come pane, pasta, frutta e verdura con aliquota al 4% ma anche carne, pesce, yogurt, uova, riso, miele e zucchero con aliquota al 10 per cento con effetti drammatici sui redditi delle famiglie piu’ bisognose e sull’andamento dei consumi in settori come quello alimentare che sono determinanti per sostenere la ripresa in atto”: aggiunge la Coldiretti in riferimento allo simulazione sull’Iva presentata dalla Corte dei Conti nel documento sul Def depositato in Parlamento. Un aumento dell’Iva generalizzato, in una fase in cui la mancanza di liquidità e di fiducia ha già portato ad una contrazione della spesa, alimenta – sostiene la Coldiretti – un circolo vizioso: l’aumento dell’Iva fa calare i consumi e la produzione che a loro volta significano piu’ disoccupazione e debito pubblico. Si tratterebbe di un duro colpo dopo che la spesa delle famiglie italiane in alimenti e bevande nel 2015 ha invertito la rotta ed è tornata ad aumentare dopo sette anni di riduzione consecutiva anche se con un incremento pari ad appena lo 0,4%, secondo elaborazioni Coldiretti sulle rilevazioni Ismea Nielsen relative. La spesa alimentare – conclude la Coldiretti – è la principale voce del budget delle famiglie dopo l’abitazione con un importo complessivo di 215 miliardi ed è quindi un elemento importante per la ripresa dell’economia.
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