22 Maggio 2020

Aumento dei prezzi, a rischio il caffè

il codacons denuncia maggiorazioni fino al 50 per cento in tutta italia pochi i casi a verona, ma in qualche bar la tazzina ora costa 1,40 euro
Un rischio reale, ma che a Verona al momento sembra ancora lontano. Almeno per la maggior parte degli esercizi commerciali che dopo la riapertura offrono i propri prodotti allo stesso prezzo precedente al lockdown. Tanti, ma non tutti, perchè qualche rincaro è stato segnalato in diverse zone cittadine. Soprattutto sui bar, con caffè proposti anche a 1,30 e 1,40 euro, quando fino a tre mesi fa nello stesso esercizio commerciale si trovavano a 1 euro o 1,10 al massimo.I DATI. Ad innescare la polemica a livello nazionale è stata la denuncia presentata dal Codacons, il Coordinamento delle associazioni per la difesa dei diritti dei consumatori, che parla di aumenti fino al +53,8 per cento per il caffè o del +25 per cento per taglio capelli o messa in piega. «Stiamo ricevendo decine di segnalazioni sugli incrementi dei listini», spiega il Codacons nel suo comunicato, «in testa alla classifica dei rincari ci sono i bar, con molti esercenti che hanno ritoccato al rialzo il prezzo di caffè e cappuccino: anche i parrucchieri, in base alle segnalazioni, hanno aumentato i listini, con rincari per shampoo, messa in piega, taglio, e altri trattamenti».In città e in provincia al momento la situazione pare ancora sotto controllo, con qualche segnalazione isolata che riguarda l’ aumento per estetiste e parrucchieri, giustificato dai costi dei materiali monouso necessari per ogni cliente e per gli apparecchi di sanificazione. ORTOFRUTTA MA NON SOLO. Sotto i riflettori però c’ è anche il comparto dell’ ortofrutta, che già nei mesi scorsi aveva fatto registrato crescite notevoli. «I dati dei mesi scorsi sono chiari, soprattutto per quanto riguarda la grande distribuzione», spiega Davide Cecchinato, presidente di Adiconsum Verona, «notiamo però più spigliatezza da parte del cittadino, almeno per quelli che hanno più tempo, nello scegliere i prodotti magari dalla vendita diretta, spendendo meno e avendo un’ ottima qualità».L’ allarme di Adiconsum è sui prodotti per la pulizia. «Ormai l’ alcol è quasi introvabile e dove c’ è costa molto di più rispetto a prima, lo stesso dicasi per i guanti monouso che per fortuna in molti ambienti non servono più e sono stati sostituiti con l’ igienizzazione delle mani». Tra i prodotti con il segno più rispetto al passato c’ è il cosiddetto comfort food. «Parliamo ad esempio di dolci e gelati, anche se gli aumenti possono essere legati al servizio a domicilio, per quanto riguardo invece gli integratori dopo l’ assalto delle prime settimane ora la situazione pare più tranquilla». FUTURO INCERTO. Poi lo sguardo si sposta su alcuni settori critici. «Penso al turismo e al tempo libero, ci aspettiamo dei rincari», avverte ancora Cecchinato, «perchè per forza di cose alcune attività e alcuni centri avranno meno clienti per il distanziamento fisico da rispettare, e i costi tenderanno a salire, lo stesso dicasi per le strutture per l’ infanzia», un settore ancora lasciato completamente al buio dalle istituzioni. A fronte degli aumenti però ci sono anche dei cali. «Nella telefonia e nel comparto dell’ energia, sia nel mercato tutelato che in quello libero c’ è una diminuzione di alcuni punti percentuali, e pensiamo che anche il costo delle automobili tenderà a scendere assieme all’ abbigliamento – con alcuni negozi già pronti a offrire sconti e promozione – e alle ristrutturazioni, oltre ovviamente a benzina e gasolio frenati da mesi. In generale crediamo che gli aumenti non possano ricadere solo sul consumatore finale, capiamo gli esercenti che hanno maggiori costi ma ci vuole un intervento serio da parte della politica per scongiurare che tutto pesi sulle tasche dei cittadini».
luca mazzara

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox