«Aumento degli estimi voluto dall’ ex assessore ha causato enormi danni»
-
fonte:
- Quotidiano di Puglia
«Una richiesta anomala», un «atteggiamento schizofrenico» e, per di più, «in violazione della legge». Dura replica del sindaco Carlo Salvemini al consigliere di minoranza Attilio Monosi che nei giorni scorsi, dalle colonne di questo giornale, aveva chiesto alla Giunta di dare ai Caf e ai professionisti chiamati a versare l’ acconto Imu per altrettanti cittadini una indicazione chiara sul comportamento da tenere in relazione al nodo estimi: la tassa sugli immobili – è stata la richiesta di Monosi – va pagata con i vecchi o con i nuovi estimi, atteso che è ancora pendente un contenzioso con l’ Agenzia delle Entrate (ex Catasto) sul riclassamento? «Quella revisione – sottolinea il primo cittadino in premessa – ha avuto origine dall’ iniziativa del 2010 della Giunta Perrone, con lo stesso Monosi al Bilancio. Una iniziativa con la quale il Comune delegò all’ Agenzia del Territorio (oggi Agenzia delle Entrate) il compito di attivare le procedure di rivalutazione degli estimi catastali per la maggior parte degli immobili del territorio comunale». Concluso nel 2013, il riclassamento ha generato oltre 6.300 ricorsi tributari, parte dei quali già pendenti davanti alla Corte di Cassazione. Pende poi davanti al Consiglio di Stato un giudizio promosso da un contribuente e dal Codacons di Lecce per ottenere l’ annullamento degli atti deliberativi dell’ amministrazione comunale dell’ epoca. «La proposta di delegare alla Giunta la scelta di individuare la rendita castale applicabile ai fini tributari è anomala – scrive il sindaco Salvemini – alla stregua della scelta dell’ allora assessore Monosi di consigliare ai cittadini di applicare le vecchie rendite catastali, pur essendo stato l’ artefice del loro aumento. Questo, non tanto perché denota un atteggiamento schizofrenico di Monosi, quanto per il doveroso rispetto di un principio basilare del vivere comune, ovvero, il rispetto della legge. L’ ex assessore dovrebbe, infatti, sapere che nel nostro ordinamento vige il principio dell’ indisponibilità dell’ obbligazione tributaria, la cui base imponibile può essere imposta solo in base alla legge, ai sensi dell’ articolo 23 della Costituzione». Insomma, una volta delegata all’ Agenzia delle Entrate la procedura di revisione degli estimi, «il Comune non può incidere in alcun modo sulla quantificazione della base imponibile tributaria Imu e Tasi tanto per il 2018, quanto per le annualità precedenti. Tanto più se si considera che, seguendo il pensiero di Monosi, la Giunta dovrebbe decidere a mezzo stampa le rendite applicabili, in palese spregio delle regole tributarie e amministrative. La Giunta – prosegue – non può decidere le rendite catastali». Poi l’ affondo: «L’ iniziativa dell’ amministrazione Perrone ha causato danni economici notevoli e dagli effetti non ancora definitivi per tutti i soggetti coinvolti nella procedura (Contribuenti, Comuni e Agenzia delle Entrate), salvo poi cercare di porvi rimedio con alchimie che danneggiano, ancora una volta, i cittadini. Al Comune – chiude il primo cittadino – non resta che procedere alla verifica delle proprie banche dati applicando le rendite maggiorate che non siano state censurate da sentenze tributarie, in attesa della definizione della lite amministrativo al Consiglio di Stato, che rappresenta l’ unica opzione utile a spazzare via, per tutti, la revisione voluta dall’ ex assessore Monosi». P.Anc.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
-
Tags: Agenzia delle Entrate, estimi
