Aumenti, sulle famiglie stangata da 2.100 euro
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fonte:
- L`Eco di Bergamo
Nel 2002 un terzo dei soldi entrati in casa se n`è andato per abitazione, luce, acqua e alimentari
ROMA Cresce la spesa delle famiglie italiane: nel 2002 è arrivata a quota 752 miliardi di euro, registrando un aumento del 3,4% rispetto all`anno precedente. È quanto emerge nella «Relazione generale sulla situazione economica del Paese 2002» elaborata dal Tesoro. L`aumento della spesa è legato soprattutto alla crescita dei prezzi (+3%), meno all`aumento dei consumi (+0,4% nel complesso, ma se l`indagine viene ristretta al territorio escludendo le spese fatte all`estero, +17,7%, i consumi nel 2002 registrano addirittura un calo dello 0,1%).
I «tagli» alle spese
partono dall`auto
Più di un terzo del bilancio familiare se ne va tra spese per abitazione, acqua, elettricità (150,8 miliardi) e alimentari (110,6 miliardi). Si spende più per alberghi e ristoranti (74,8 miliardi) che per vestiario e calzature (71,6) ma in entrambi i comparti, a fronte di un aumento dei prezzi, gli italiani hanno ridotto i consumi. Le spese per istruzione (7 miliardi) non arrivano neanche all`1% dell`intero budget e nel 2002 sono rimaste nel valore sostanzialmente invariate (+0,3% rispetto all`anno precedente); nella quantità però sono addirittura diminuite del 2,3%. L`aumento maggiore della spesa è stato per le assicurazioni (+11,9%) che in valore assoluto hanno pesato per più di 16 miliardi di euro. In crescita anche gli affitti (+7,8% quelli figurativi e +5,1% quelli effettivi). Si è speso di più anche per la manutenzione dell`abitazione: 9,6 miliardi (+3% rispetto al 2001).
Si spende meno invece per l`auto (-1,4%) e per tv, hi-fi, pc (-1,2%). Ma se nel caso della vettura è il taglio della quantità (quasi -4%) a far scendere il valore complessivo del settore, per gli elettrodomestici tecnologici (dal computer alla macchina fotografica), il calo è dovuto alla riduzione dei prezzi (-3,4%), mentre i consumi in realtà, se pur lievemente (+2,3%), sono in crescita. Cala anche l`incidenza della voce energia elettrica e gas (-6,6% a 23,4 miliardi) sulla spesa complessiva.
Dalle tabelle elaborate dal Tesoro si evince comunque che nonostante la crescita della spesa nel 2002 rispetto al 2001, sia in valore assoluto che in percentuale, non è stato un anno facile per le famiglie italiane.
Tariffe: impennata
lunga 16 mesi
Una stangata di oltre 2.100 euro in 16 mesi: a tanto ammontano, secondo l`Intesa dei consumatori, gli aumenti che da gennaio 2002 a oggi hanno colpito le famiglie italiane. Al «conto» di oltre 1.500 euro pagato in più nel 2002, denunciano le associazioni, si aggiungono infatti nuovi pesanti rincari (pari a 604 euro), registrati innanzitutto nel settore trasporti (benzina, gasolio, autostrade, bus, metro ecc.) con un aumento complessivo nei primi mesi del 2003 di 178 euro. Seguono i consumi alimentari (+92 euro), l`Rc auto (+85 euro), la tariffe postali e bancarie (+50 euro) e la spesa per i rifiuti e le tariffe idriche (+39 euro). Altri 26 euro derivano dagli aumenti di luce e gas, che secondo i consumatori potrebbero lievitare ancora di altri 110 euro a causa degli ultimi provvedimenti sugli stranded cost e l`acquirente unico, e 24 euro dai ticket per i medicinali. «Tali rincari medi dal primo gennaio 2003, sommati a 1.505 euro registrati nel corso del 2002 – afferma l`Intesa in una nota – comportano un esborso di 2.109 euro falcidiando drasticamente i redditi e la capacità di spesa delle famiglie».
Alitalia: rincari
ma più sconti
Alitalia punta a risparmiare almeno 40 milioni di euro nel 2003 dal dimezzamento dal 6 al 3% delle commissioni per le agenzie di viaggio e dalla vendita diretta dei biglietti via internet e call centre.
Gli interventi rientrano nel piano anticrisi varato dal comitato esecutivo della compagnia di bandiera lo scorso 8 aprile. Ma nel war plan, oltre a uno schema articolato di tagli dai servizi al costo del lavoro, è contenuto anche il piano di incrementi dei biglietti per un ulteriore 3% nel mese di aprile. Sono tre gli scatti decisi da Alitalia nel suo war plan: il primo incremento (di carattere temporaneo) è stato applicato dal 15 marzo, legato al prezzo del petrolio cresciuto del 30% (6 euro sui voli nazionali, 8 su quelli internazionali, 12 per gli intercontinentali, esclusi i voli in continuità territoriale per la Sardegna). Il secondo incremento – del 2% sui voli internazionali e del 3% su quelli intercontinentali – è stato applicato a partire dal primo aprile nel quadro agli aumenti autorizzati dalla Iata a tutte le compagnie in ragione della crisi del traffico determinato dalla guerra in Iraq. Infine, ulteriore ritocco all`insù dal 10 aprile del 3% su tutte le tariffe nazionali.
In parallelo, la compagnia di bandiera ha deciso di tagliare dal 6% al 3% le commissioni delle agenzie di viaggio e di puntare sulla vendita diretta dei biglietti via web e attraverso il potenziamento del call center. Da quest` ultime misure, riferiscono fonti aziendali, Alitalia programma risparmi per circa 40 milioni di euro per il 2003.
Intorno al 20 maggio partirà anche una campagna di promozione per contrastare l`avanzata dei vettori low cost e si affianca all` intesa ormai raggiunta sul mercato domestico con Meridiana.
La campagna di maggio di Alitalia, riferiscono ambienti aziendali, riguarda sia il mercato interno che quello internazionale ma non il traffico business, e punterà sulla eliminazione di molte delle restrizioni che limitavano la possibilità di accedere agli sconti. Niente più obbligo, ad esempio, di inserire i giorni di fine settimana tra partenza e arrivo per ottenere un prezzo più basso. E niente più penalità se si devono modificare le date a ridosso della partenza.
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