23 Marzo 2005

Aumenti record, multati 32 benzinai

Dopo gli ispettori delle Compagnie petrolifere ora arrivano le multe delle Fiamme Gialle. Non accennano dunque a spegnersi i riflettori sui distributori di benzina e sulle anomalie relative ai prezzi e alla trasparenza. Dopo gli aumenti anomali ed ingiustificati del prezzo stabilito, rilevati dagli uomini delle Multinazionali del greggio – anche in seguito ad una campagna informativa lanciata dalle pagine del Mattino – ieri è stata la volta dei finanzieri che hanno multato, per una serie di irregolarità, soprattutto legate alla mancata trasparenza nell?informazione al pubblico 32 gestori di impianti per l?erogazione di carburante tra Napoli e provincia. Fantasiose le difese dei benzinai «fuorilegge». Qualcuno si è giustificato dicendo: «Sapete, li abbiamo tolti perchè di notte le bande di teppisti si accaniscono sui cartelloni e li fanno a pezzi». Qualche altro ha dato invece la colpa alla continua altalena dei prezzi imposti dalle Compagnie petrolifere «Non li esponiamo perchè mica possiamo stare a cambiare di continuo i cartelloni!». Inutile però le spiegazioni per gli uomini della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Napoli che inflessibili hanno multato i 32 gestori dei distributori di benzina controllati tra Napoli e provincia (soprattutto della zona nord) e trovati non in regola rispetto alla legge sulla trasparenza «per la mancata osservanza delle disposizioni sulla pubblicità dei prezzi di vendita al pubblico, punibili con multe da 516 fino a 3.098 euro. A Sant?Antimo le fiamme gialle hanno addirittura sequestrato un impianto di distribuzione perchè sprovvisto della licenza di esercizio e del certificato di prevenzione incendi. In dieci giorni i militari della Guardia di Finanza del comando provinciale hanno «visitato» 117 distributori degli 821 dislocati tra città e provincia. «I controlli della finanza – ha spiegato il colonnello Giuseppe Vicanolo, comandante provinciale della Guardia di Finanza nel corso di una conferenza stampa – sono stati intensificati per dare risposta ai cittadini che avevano segnalato incrementi del prezzo del carburante, tempestando di telefonate il «117» per segnalare prezzi alti ed informazioni carenti o errate». Durante il blitz, infatti alcuni impianti avevano esposto un prezzo diverso da quello praticato alla colonnina. In questi caso per il gestore è scattata la denuncia per frode in commercio. Ma tra le altre infrazioni verificate dei militari sono state scoperte anche vere frodi commesse sia con l?alterazione dei sistemi di misurazione che miscelando benzina e diesel con solventi, (come ad esempio l?acqua ragia). Qualche altro spacciava per benzina, carburante destinato all`agricoltura o ad altro per i quali la tassazione è agevolata o esente. In questo caso i distributori sono stati denunciati per frode in commercio e sottrazione di prodotti petroliferi ad accertamento fiscale. In due anni sono state effettuate 730 ispezioni, di cui 400 in impianti di distribuzione di carburante e 330 in punti vendita abusivi di Gpl. Denunciate 800 persone, e 30 arrestate. Soddisfazione dalle associazioni a tutela dei cittadini. Per la Federconsumatori più che una battaglia vinta sul caro-benzina, è la conferma di una guerra intrapresa con molte associazioni tra cui il Codacons, l?Adoc e l?Acusp, contro le illegalità commesse da una parte dei distributori ma anche contro l?atteggiamento del Governo.

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