29 Settembre 2021

Aumenti record delle bollette, i Consumatori: l’intervento del Governo non basta

Gli aumenti record sulle bollette di luce e gas avranno un impatto pesantissimo sulle famiglie. Rischiano di dare vita a un effetto a cascata, con rincari sui prezzi al dettaglio. Le associazioni dei consumatori sono concordi: l’intervento del Governo sugli oneri di sistema non basta. Destano allarme i forti aumenti delle bollette di luce e gas decisi dall’Arera, l’Autorità per l’energia: dal 1° ottobre la bolletta dell’elettricità salirà del 29,8% mentre quella del gas del 14,4%. Un po’ meno rispetto a quello che era stato paventato, ma pur sempre una batosta stimata in 300 euro annui a famiglia (fatta eccezione per i nuclei in disagio).

Assoutenti: aumenti record, effetto domino

I fortissimi aumenti delle tariffe luce e gas decisi oggi da Arera avranno un impatto negativo non solo sulle famiglie, ma anche su imprese e industria, che subiranno un aggravio dei costi energetici, dice Assoutenti.

«Si tratta di aumenti record mai registrati prima in Italia e che genereranno un effetto domino pericolosissimo – spiega il presidente Furio Truzzi – La stangata non si limiterà infatti solo alle bollette, ma ci saranno rincari anche sul fronte dei prezzi al dettaglio causati dai maggiori costi per l’energia a carico di industrie e imprese. I consumatori, inoltre, reagiranno alla più pesante bolletta energetica e ai conseguenti aumenti dei listini al dettaglio riducendo i consumi. Per tale motivo riteniamo del tutto insufficiente l’intervento del Governo sugli oneri di sistema e sull’Iva, che avrà effetti solo nel breve periodo: è necessario ridefinire in modo strutturale e assieme alle associazioni dei consumatori i criteri di calcolo delle tariffe energetiche, introducendo meccanismi di adeguamento più equi e in grado di sterilizzare le speculazioni sui mercati e tutelare le tasche degli utenti e consumatori italiani».
UNC: maggiore spesa di 355 euro l’anno

Secondo uno studio dell’Unione Nazionale Consumatori, aumenti record di questo tipo significano per una famiglia tipo significa spendere su base annua (non secondo l’anno scorrevole, ma dal 1° ottobre 2021 al 30 settembre 2022, nell’ipotesi di prezzi costanti), 184 euro in più per la luce e 171 euro per il gas. Una maggior spesa complessiva pari a 355 euro.

«Purtroppo, come avevamo preannunciato, i miliardi stanziati dal Governo erano del tutto insufficienti e non sono bastati per impedire una stangata da primato che manderà in tilt i bilanci delle famiglie, salvo quelle in disagio economico – dice Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori – Un rincaro record. Per la luce, mai da quando ci sono gli aggiornamenti tariffari trimestrali stabiliti dall’Authority, ossia dal gennaio 2003, si sono verificati rialzi così elevati, mentre per il gas si tratta del secondo maggior aumento di sempre, dopo quello del trimestre scorso. Ora chiediamo al Governo che l’azzeramento degli oneri di sistema di luce e gas e la riduzione dell’Iva per il gas divengano definitivi e che si intervenga anche sulle accise del gas. Gli incentivi vanno finanziati con la fiscalità generale, sempre, senza se e senza ma!».
Codacons: batosta sulle famiglie

L’azione del Governo, aggiunge il Codacons, «non ha evitato la batosta che dal prossimo 1° ottobre si abbatterà sulle tasche delle famiglie».

E i rincari avranno un impatto anche sulla spesa energetica del 2022. Secondo l’associazione, in caso di tariffe costanti dell’energia e in assenza di nuove misure del Governo per abbattere le bollette, l’aggravio di spesa per ogni singola famiglia determinato dall’aumento deciso oggi dall’Autorità sarà pari a circa +338 euro nel 2022 (+183 euro la luce, +155 euro il gas).
Federconsumatori: serve azione strutturale

+14,4% per il gas e +29,8% per l’elettricità sono «aumenti incredibili che evidenziano quanto ci sia ancora da fare per calmierare i prezzi in questo settore e come si siano rivelate insufficienti le operazioni messe in atto finora da parte del Governo», commenta a sua volta Federconsumatori.

«Un andamento allarmante, soprattutto dal momento che le dinamiche che lo determinano non sono episodiche, bensì testimoniano una tendenza che andrà crescendo nei prossimi anni – prosegue l’associazione – Per questo è necessario che l’azione dell’Autorità e del Governo sia determinata e di carattere strutturale: deve prevedere misure adeguate a far fronte alla nuova domanda di energia. In tal senso ben venga utilizzare, come avevamo proposto, i proventi dei permessi per l’emissione di CO2, ma è necessario fare molto di più: bisogna prevedere misure proporzionate alle condizioni delle famiglie (non facendo pesare gli oneri di sistema su tutti gli utenti nella stessa misura) e destinate a promuovere sempre di più le comunità energetiche e la produzione di energia pulita».

L’associazione propone fra le altre cose di rimodulare e riformare gli oneri di sistema, eliminando le voci obsolete e ingiustificate. Chiede di applicare l’IVA solo sui costi della materia prima e non su importi già comprensivi di altre tasse; di spostare alcuni incentivi sulla fiscalità generale; di controllare la trasparenza e la veridicità delle offerte in vista dell’abolizione del mercato tutelato per le famiglie previsto nel 2024. Federconsumatori chiede per questa fase una sospensione dei distacchi per morosità e l’avvio di politiche di sistema che puntino ad affermare la transizione energetica.

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