16 Gennaio 2002

Aumenti ingiustificati, indagano le procure

ALLARME PREZZI Le associazioni dei consumatori aprono il fronte legale: parte una raffica di denunce contro i rincari di prodotti agricoli

Aumenti ingiustificati, indagano le procure

L?Unioncamere fa i conti sull?impatto inflazionistico del changeover: lievitano le tariffe amministrate in calo l?energia

In attesa che il 25 gennaio escano le anticipazioni delle città campione, l`Unioncamere sonda i prezzi e con esiti non proprio incoraggianti. Il changeover ha innescato lievitazioni in quasi tutti i comparti a questo si aggiungono fenomeni meteorologici, la siccità del Nord Italia e anche qualche operazione sospetta, tanto che gli ortaggi, dai banchi del mercato sono finiti sui banchi del tribunale. Il fenomeno degli ortaggi a peso d`oro, aumentati in pochi giorni del 50-60\%, è infatti approdato alla magistratura. Il Codacons, il coordinamento delle associazioni dei consumatori, ha ricorso a dieci Procure della Repubblica.

Ma procediamo con ordine. Per alcune voci, l`aumento è ormai assodato. Dal primo gennaio la giocata minima del Lotto è passata da 1000 lire ad un euro (1.936,27) con un incremento del 94\%. Il complesso delle lotterie è salito mediamente del 20\%. Tra gli altri prezzi amministrati, i fiammiferi da cucina sono aumentati del 16,2\%, i cerini del 29,1\%. I medicinali sono saliti del 2,3\%; i pedaggi autostradali del 2,21\%; il canone Rai dell`1,5\%. Ci sono anche “voci“ per le quali il changeover è stata più favorevole per i consumatori. Per esempio le tariffe energetiche. Per l`utente domestico medio l`energia elettrica è diminuita dell`1,7\% che diventa un 3\% per i grandi utenti domestici; il gas metano è calato del 2\%; le benzine nel complesso sono rimaste invariate.

Se questo è lo scenario complessivo, ci sono picchi che fanno parlare apertamente di speculazione. Il Codacons ha deciso di passare gli incartamenti alle procure di Roma, Milano, Bari, Catania, Torino, Salerno, Firenze, Bologna, Genova e Reggio Calabria ed ha chiesto di indagare sui banchi di frutta e verdura per «punire severamente ogni abuso e scorrettezza dei venditori». Nonostante le giustificazioni per pochi prodotti che hanno subito danni per gelate e siccità, non c`è stato alcun rincaro per i prodotti all`origine. I motivi della lievitazione sono da cercare soltanto nei vari passaggi che portano i prodotti agricoli dai campi ai banchi del mercato. Gli stessi produttori sollecitano vigilanza. La Confederazione italiana agricoltori denuncia che «da Natale ad oggi i listini di alcuni prodotti si sono duplicati e addirittura triplicati». Anche il presidente della Confagricoltura, Augusto Bocchini è convinto che «al di là degli andamenti climatici che caratterizzano le diverse annate, i dati dimostrano che, alla fine, i prezzi pagati ai produttori crescono meno di quelli al consumo e anche dell`inflazione». E la Coldiretti non ha dubbi: il divario tra prezzi pagati al produttore e quelli che si trovano in questi giorni davanti i consumatori è eccessivo. Un chilo di cavolfiori è pagato al produttore appena 0,46 euro, un chilo di finocchi 0,32 euro, la lattuga 0,74 euro, il sedano 1,32 euro, i carciofi 0,19 euro e gli spinaci 0,48 euro.

Nel mirino anche la carne. L`effetto `mucca pazza` è stato completamente riassorbito. Il gruppo Coop segnala che «il crollo delle vendite registrate dopo l`allarme Bse era stato del 60-70\% nel primo trimestre 2001 e del 30-40\% nei primi sei mesi dello scorso anno» . Ora l`allarme è rientrato, i consumi sono ritornati a salire e con essi anche i prezzi della carne rossa, motivati soprattutto da carenze produttive. Un rincaro pari all`8-10\%, secondo l`osservatorio dell`organizzazione cooperativa, a cui corrisponde tuttavia un analogo calo dei prezzi della carne bianca, che aveva subito una forte impennata dei consumi proprio in concomitanza con l`allarme `Mucca pazza`.

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