17 Settembre 2003

«Aumenti indiscriminati, intervenga il prefetto»

«Aumenti indiscriminati, intervenga il prefetto»


I consumatori: la gente è stanca. Oltre il 30% delle casalinghe ha aderito allo sciopero. I commercianti: solo un piccolo calo degli affari




MILANO – Lombardia divisa sullo sciopero della spesa: per l?Intesa dei consumatori, promotrice dell?iniziativa, ieri a Milano il crollo degli acquisti è stato del 38% (almeno per quanto riguarda i supermercati), mentre ha raggiunto il 35% a Como. Nel resto della Regione le prime stime parlano di diminuizioni fra il 30 e il 3 7% . Per la Camera di Commercio milanese, invece, il calo degli affari è stato del 3%. Sempre nel capoluogo, una delegazione di consumatori milanesi ha incontrato il prefetto Bruno Ferrante con un pacchetto di misure contro il carovita, mentre proposte anti-rincaro arrivano anche dal fronte opposto: l?Unione del Commercio spinge l?acceleratore su ipotesi di lavoro volte al contenimento dei prezzi. E l?assessore al Commercio di Palazzo Marino Roberto Predolin rilancia: «Solo la strada del dialogo con i commercianti può portare a risultati concreti. Il Comune può fare da intermediario». Intanti all?orizzonte appare già una nuova protesta, quella contro il caropanino.



GUERRA DI CIFRE – Sulla partecipazione allo sciopero della spesa, indetto da Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, c?è un valzer di cifre. Anche secondo l?Intesa, comunque, l?astensione dagli acquisti in Lombardia risulta risulta inferiore rispetto al resto del paese, dove il 47% dei consumatori sarebbe stato lontano dagli scaffali dei market (e non solo). «Per misurare il successo dell?iniziativa – spiegano i rappresentanti dell?Intesa – sono stati fatti rilevamenti sul campo in due momenti distinti della giornata. La mattina (dalle 9 alle 11) e il pomeriggio (dalle 15 alle 16): i dati raccolti sono stati confrontati con il numero degli acquirenti della settimana scorsa. Il risultato è soddisfacente. Di più. In molti casi anche chi è stato costretto a fare spese si è mostrato solidale con le motivazioni della manifestazione». «I consumatori hanno ben capito la portata dei rincari esagerati che si sono avuto sul nostro territorio -aggiunge da Como Giuseppe Doria, di Adoc, l?associazione legata alla Uil .-Siamo a una dimunuzione del 35% di clienti nei negozi». «Non ho cifre esatte – gli fa eco da Varese Francesco De Lorenzo, di Federcomsumatori -ma nei super e ipermercati di Varese, Gallarate e Castellanza ho visto meno gente del solito. Ed ho notato che, anche chi comprava, acquistata poche cose». Associazioni soddifatte anche a Bergamo, dove Intesa aveva distribuito oltre 6 mila volanti e i clienti sarebbero dimuniti del 30%.
Di diverso avviso i commercianti, a partire dalla Camera di Commercio, secondo cui solo un venditore su quattro riscontra una diminuzione delle vendite. «La flessione dei consumi di ieri – dicono i risultati dell?indagine svolta su 281 esercizi milanesi – ha fatto calare gli introiti di 1 milione e 300 mila euro. Di cui 64 mila per bar e alimentari. Con una perdita di 6 euro in media per esercizio pubblico». A contestare la riuscita della giornata sono anche le singole catene di distribuzione. «Nei nostri 77 supermercati lombardì è stato un martedì uguale a tutti gli altri» fanno sapere da Esselunga; Sma/Auchan e Despar fanno la stessa valutazione: «L?affluenza non è diminuita – spiegano all?unisono -. A fare la spesa all?inizio della settimana sono il 10/15% degli acquirenti. Lo sciopero non ha avuto nessun impatto (o quasi)». Sulla stessa linea anche l?Associazione dei panificatori milanesi: «La protesta – sottolinea il presidente Antonio Marinoni – non ha colpito i consumi del pane, ma neppure degli altri prodotti venduti nelle panetterie».




IN PREFETTURA – L?Intesa consumatori ha dato voce alla protesta davanti a Bruno Ferrante. «L?aumento indiscriminato dei beni di prima necessità – ha sottolineato la delegazione dei consumatori – costituisce motivo di allarme sociale». Ecco, allora, una serie di richieste indirizzate al governo: defiscalizzazione della benzina, riduzione dell?Iva sul gas e dei tassi sui mutui agevolati, bonus fiscale, contenimento delle tariffe dell?Rc auto. «Sono misure a cui devono affiancarsi interventi di carattere regionale – aggiungono poi i rappresentanti dell?Intesa -. Con l?abolizione dei ticket sanitari e un controllo più capillare dei prezzi al consumo». Al termine dell?incontro, il prefetto ha promesso di sondare la disponibilità delle associazioni di categoria e dei consumatori a promuovere iniziative contro la crescita dei prezzi.




OFFERTE NEI BAR – Nel segno di un contenimento dei rincari è anche la nuova presa di posizione dell?Unione del Commercio milanese, pronta a discutere con il Comune misure per calmierare i prezzi, dai «pacchetti» bibita-panino-caffè, alla tazzina scontata in determinate fasce orarie, dalle promozioni nei negozi di quartiere in concomitanza con le feste di via, fino alle offerte nei mercati comunali per periodi prolungati.


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