10 Ottobre 2006

«Aumenti illegittimi, chiediamo i rimborsi»

«Aumenti illegittimi, chiediamo i rimborsi»

Codacons all?attacco: «Migliaia di cause dinanzi ai giudici di pace per ottenere quanto pagato in più»

DOPO lo stop del Tar agli aumenti dei pedaggi sull`A-24 e A-25, gli automobilisti chiedono la restituzione dei rimborsi delle tariffe non dovute. E se la «Strada dei Parchi», la società concessionaria dell`autostrada Roma-L`Aquila, ha già annunciato l`intenzione di promuovere ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar, le associazioni dei consumatori sono invece pronte a dar battaglia davanti ai giudici di pace per la restituzione di quell`aumento del 5,87%, mandato giù con l`amaro brindisi di Capodanno scorso. «Gli automobilisti che dal 1° gennaio 2006 hanno utilizzato le due tratte pagando le tariffe maggiorate e ora bocciate dai giudici del Tar, devono ottenere il rimborso di quanto pagato in più – afferma il presidente del Codacons Carlo Rienzi – Siamo pronti a far partite migliaia di cause dinanzi ai giudici di pace perché gli utenti dell`A24 e dell`A25 vengano indennizzati. Per avere indietro i soldi versati a causa degli aumenti illegittimi delle tariffe – spiega Rienzi – basta essere in possesso delle ricevute che attestano i pagamenti ai caselli delle due autostrade, o aver utilizzato sulle due tratte il Telepass, da cui emergono tutti i passaggi dell`autovettura. Gli interessati possono recarsi presso una delle sedi Codacons o prendere appuntamento con i legali dell`associazione al numero a pagamento 892-007». E mentre le Regioni Lazio e Abruzzo, che nel marzo scorso avevano costituito il pool di avvocati per adire il giudizio del tribunale amministrativo romano e chiedere la declaratoria di illegittimità degli aumenti tariffari, auspicano ora «l`avvio di un dialogo nuovo con la concessionaria, un confronto che poggi su basi più rispettose del ruolo degli interlocutori istituzionali come Comuni, Province e Regione». Gli automobilisti del quadrante est dell`hinterland romano confidano inoltre nell`esito di un altro ricorso. Quello presentato dalla Provincia di Teramo, che l`8 novembre chiamerà i giudici amministrativi a pronunciarsi sulla richiesta d`annullamento di tutti e tre gli aumenti scattati a partire dal 2003. Ossia da quando è partita la convenzione, la quale scadrà alla fine del 2029, con la «Strada dei Parchi», che prevede un aumento delle tariffe nel primo quinquennio di durata della concessione del 50% a fronte di interventi infrastrutturali di completamento e adeguamento per un impegno complessivo di 253 miliardi circa delle vecchie lire nei primi quattro anni, un piano di investimenti per interventi di manutenzione straordinaria di altri 218 e 50 all`anno per quella ordinaria. Ma, secondo il Tar, «la realizzazione del piano di investimenti, a garanzia della quale era stato stabilito l`incremento della tariffa autostradale, non si è verificata, non essendo stati realizzati i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria previsti, e non essendo state realizzate le opere di completamento e di adeguamento imposte al concessionario».

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