15 Giugno 2019

Aumenti bloccati sulla strada del parchi

a24 e a2511ministero dei trasporti: pedaggi congelati fino al 31 agosto ma ora dovrà essere approvato il nuovo piano economico atteso da 5 anni sesso e figlio con l’ alunno va a processo
Processo immediato con rito ordinario, con prima udienza fissata il 10 luglio prossimo, nel procedimento a carico della donna trentenne di Prato imputata di violenza sessuale e atti sessuali su un 15enne da cui ha avuto un figlio e che all’ epoca dei fatti che le vengono contestati non aveva ancora compiuto 14 anni. Lo ha deciso il gip del tribunale di Prato, Francesco Pallini, che ha respinto la richiesta di giudizio in rito abbreviato che era stata avanzata dalla difesa della donna. Accolta quindi la richiesta della procura. Imputato nel processo anche il marito della trentenne, accusato di alterazione di stato perché, secondo l’ accusa, avrebbe riconosciuto il bambino che la moglie ha partorito pur sapendo che il padre naturale era il minorenne. Rimandati a settembre. Saranno congelati fino al prossimo 31 agosto, infatti, i previsti aumenti dei pedaggi (+19%), che sarebbero altrimenti scattati sulle autostrade A24 -A25 a partire da luglio. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti «ha chiesto e ottenuto dal concessionario Strada dei Parchi il blocco dei rincari dei pedaggi nelle more della definizione del nuovo Piano economico finanziario, atteso da cinque anni, nel corso dell’ estate». La stessa motivazione che era stata già indicata nel decreto 589 del 31 dicembre scorso, quando «l’ aggiornamento tariffario» era stato messo in stand-by «sino alla data del 30 giugno 2019». E ora il Ministero, «sensibile alla tutela degli utenti che viaggiano sulle due autostrade tra Abruzzo e Lazio, si è impegnato, insieme al Ministero dell’ Economia e Finanze, affinché si arrivi entro luglio alla definizione del Pef (Piano economico finanziario, ndr), in accordo con le deliberazioni dell’ Autorità di regolazione dei trasporti sulle tariffe, e contestualmente alla predisposizione di un piano finanziario di convalida per l’ esecuzione di opere di messa in sicurezza sismica, per un importo pari a circa 700 milioni di euro coperti da contributi pubblici». Ma la tregua estiva, anche se è «una ottima notizia, non basta – commenta il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – chiediamo che gli in crementi congelati sulla A24 e A25 siano aboliti del tutto, per evitare che a settembre si ripresenti lo stesso spettro che danneggerebbe in modo evidente i cittadini». La stessa richiesta avanzata dagli oltre 100 sindaci di Lazio e Abruzzo che, da oltre un anno, sono mobilitati contro il caro pedaggi sulla Roma -L’ Aquila -Teramo. Per gli automobilisti, infatti, i costi sono aumentati complessivamente del 227% negli ultimi 15 anni. Poi, nell’ ottobre scorso, una prima retromarcia, con la sospensione dell’ ultimo rincaro scattato nel 2018 (12,89%), che ha riportato le tariffe a quelle in vigore nel 2017 (pari al +187% in 13 anni). I sindaci chiedono anche la “declassificazione del tratto urbano della A/24 che va dalla barriera di Roma Est all’ intersezione con la Tangenziale Est di Roma (Verano), insieme alla richiesta di declassificazione da tratto montano a tratto non montano” di almeno il tratto laziale. Perché da Roma fino all’ ultimo casello laziale (Vicovaro), si paga il 43,3% in più di pedaggio rispetto a chi transita sull’ Al. Per lo stesso tragitto di 41 km, infatti, chi parte da Guidonia Montecelio (105 metri sul livello del mare) e raggiunge lo svincolo di Ponzano Romano -Monte Soratte (205 metri) sull’ Al paga 3 euro. Mentre chi imbocca il casello di Vicovaro (300 metri) sull’ A24 e raggiunge la barriera di Roma Est (20 metri), paga 4 euro e 30 centesimi (fino al settembre scorso erano 4,90).

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