24 Ottobre 2001

Aumentare i biglietti bus è illegale

Aumentare i biglietti bus è illegale
Il Codacons è pronto a denunciare alla commissione euro della presidenza del consiglio dei ministri, al Tar e alla Procura la Regione e il Comune. Gli assessori Causi e Gargano: “Per ora non c`è nessuna decisione certa“.




ROMA-Per gli aumenti dei biglietti di autobus e metro è certo l`adeguamento all`euro ma per il resto tutto è ancora da decidere, anche se l`indicazione che viene dagli assessorati al bilancio di Regione e Comune sono abbastanza chiari. Tutti gli abbonamenti subiranno un rincaro. Ed è però già battaglia su cosa, come e quanto andare a toccare. Nella bagarre di riunioni, vertici e tabelle che continuano a fare avanti e indietro dal Campidoglio a via Cristoforo Colombo, da Francesco Aracri a Marco Causi, entra in scena il Codacons, pronto a presentare uno una, ma tre denunce. L`associazione dei consumatori, che già in settembre aveva richiesto che a un aumento dei biglietti corrispondesse un incremento del tempo di validità dei tempi, non si accontenta dei quindici minuti in più. Per 436.27 lire di aumento, è un allargamento troppo contenuto. Per non parlare del fatto che per molti è soltanto un aumento secco che non risolve nessun problema.


Gli aumenti, stando a quanto trapelato dalla Regione, non riguarderebbero solo il biglietto orario: il ticket giornaliero dovrebbe passare dalle attuali 6.000 a 7.750 lire; quello annuale di Metrebus da 260 mila a 474mila, anche se alla fine è probabile che, dopo gli aggiustamenti sollecitati dal Comune, si attesterà a 450 mila; l`abbonamento mensile ordinario salirà da 50mila a 58mila lire; un ritocco di 5mila lire per quello degli studenti; il Metrebus annuale rateizzato passerà dalle attuali 396mila lire a circa 490mila.


Carlo Rienzi, presidente dell`associazione dei diritti dei consumatori attacca: “Di fronte a un arrotondamento del biglietto urbano a tempo ci possiamo anche stare. Quel che non capisco è l`aumento anche per gli abbonamenti. Per questo, se vengono confermate le prime rilevazioni, siamo pronti a presentare tre denunce. Una alla commissione euro presso la presidenza del consiglio, un`altra alla magistratura per aggiotaggio e infine una al Tar visto che questa è una decisione presa sulla testa di tutti. Non capisco infatti cosa c`entra far pagare di più un abbonamento visto che questo si acquista in un luogo, sia una tabaccheria o una rivendita, in cui gli spicci non saranno un problema“.


Che la situazione sia spinosa lo si capisce anche dal tono della smentita degli assessori ai trasporti e al bilancio del Comune. “E` stato preso atto delle proposte della Regione – spiegano – e ci riserviamo una valutazione, anche alla luce di un confronto con la maggioranza in consiglio. La riunione del 22 ottobre si è conclusa senza definire alcuna decisione, nè sull`ipotesi di adeguamento, nè sulla decorrenza temporale“. Il messaggio è chiaro: calma e gesso perché non c`è nulla di certo. Però i dubbi rimangono, anche perché la Regione deve aumentare il contributo regionale al trasporto pubblico locale della città e ci sono molti spazi da ridiscutere, vedi la gestione pressochè unica dell`Atac.


La cosa che salta agli occhi, dicono in Regione, è che una riforma del costo del titolo di viaggio, fermo da sette anni, sia quasi un obbligo per equilibrare qui conti che finora l`azienda del trasporto ha faticato a tenere in equilibrio. L`aumento dei Bit, biglietti a tempo, non è una voce maggioritaria. Malgrado se ne vendano 120 milioni ogni anno, i maggiori introiti sono garantiti dagli abbonamenti i cui titolari sono poi i veri utilizzatori dei mezzi pubblici. Il fatto che anche a fronte di un aumento Roma rimanga dietro a Bologna, Torino, Firenze, Milano e Palermo è poi una leva sulla quale il Comune può giocare.


Dal Campidoglio ribadiscono: “Alle proposte della Regione si può rispondere in tre modi. Sposando in toto le tariffe proposte o aumentandole; intervenendo su alcuni livelli o studiando degli ammortizzatori sociali che consentano di preservare i pensionati, gli studenti o altre categorie. Bisognerà comunque aspettare, visto che i tavoli finora sono stati preliminari“. Al Codacons comunque non basta: “Gli sconti c`erano già prima. Far pagare quattro quello che prima costava due è non va bene per niente. Anche se poi vengono fatte delle riduzioni“.

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