15 Marzo 2006

Aumentano i prezzi degli alimentari, allarme dei consumatori

I dati Istat contestati dai sindacati. Aumentano i prezzi degli alimentari, allarme dei consumatori

Roma Le retribuzioni al lordo delle ritenute fiscali e contributive sono cresciute nel 2005 del 2,8%, quasi un punto in più dell`aumento dei prezzi registrato per lo stesso periodo (+1,9%) toccando il livello più elevato dal 2001 (quando raggiunse il 3%). Ma il dato diffuso ieri dall`Istat sulle retribuzioni lorde per unità di lavoro equivalenti (Ula) a tempo pieno nell`industria e nei servizi però, secondo i sindacati, non rappresenta la situazione reale delle buste paga degli italiani, che al netto delle ritenute difenderebbero a malapena il potere d`acquisto dei salari. Di più. L`Osservatorio prezzi e mercati di Indis-Unioncamere parla di prezzi in salita per gli aliemntari a marzo e i consumatori lanciano immediatamente l`allarme, parlando i “italiani a dieta forzata“. Ma andiamo con ordine. Le retribuzioni lorde di fatto (compresi quindi anche le competenze accessorie stabilite dagli accordi aziendali e individuali sempre al lordo delle trattenute fiscali e previdenziali), secondo l`Itat sono aumentate nel quarto trimestre 2005 del 3% rispetto allo stesso periodo del 2004 e dell`1% rispetto al terzo trimestre dell`anno. Più sostenuto l`avanzamento degli oneri sociali (+3,4% l`aumento tendenziale, +1,1% l`aumento congiunturale e +3,4% nel 2005 rispetto al 2004) e quindi del costo del lavoro complessivo per unità di lavoro equivalente (+3,1% il tendenziale del quarto trimestre, +1,1% il congiunturale e +3% l`incremento su base annua). Crescono più velocemente inoltre le retribuzioni nei servizi rispetto all`industria: nel 2005 infatti nei servizi l`aumento in media annua è stato del 3,1% rispetto al 2,3% della media dell`industria con un picco per i lavoratori del credito del 5% (anche grazie al rinnovo del contratto). “Stiamo parlando di retribuzioni di fatto – spiega la segretaria confederale della Cgil Marigia Maulucci – e di uno scarto di meno di un punto sull`inflazione reale, il che significa praticamente nulla se si calcola il ritardo che mediamente ogni rinnovo contrattuale ha accumulato“. Le retribuzioni “riescono a mala pena a tutelare il potere d`acquisto dei lavoratori“ secondo il segretario confederale della Cisl, Giorgio Santini che sottolinea come l`apparente differenza tra il costo della vita e l`incremento delle retribuzioni venga “azzerato in considerazione dell`incidenza della fiscalità“. Ed ecco arivare le cifre di Indis-Unioncamere. I prezzi degli alimentari crescono, con quello dell`olio d`oliva previsto in aumento del 7,5% e, su base annua, addirittura del 24%. Una tendenza al rialzo che sembra coinvolgere anche numerose altre merceologie come il riso, i latticini, gli ortaggi l`acqua minerale e la birra. I rincari sono iniziati già a gennaio e come, se il trend dovesse confermarsi, l`inflazione del comparto alimentare potrebbe portarsi al 2,7%, cioè al livello più alto da luglio 2004. I dati diffusi dell`Unioncamere “sono allarmanti e dimostrano come “le denunce dei consumatori sui rialzi registrati da gennaio, siano più che fondate“ afferma Carlo Rienzi del Codacons, manifestando preoccupazione rispetto allo studio di Indis-Unioncamere in quanto “un aumento dei prezzi così forte per olio, riso, latticini, ortaggi e altri generi, equivale ad un vero e proprio “`massacro“ ai danni delle famiglie a reddito medio-basso per le quali le spese per l`alimentazione incidono in maniera pesante sui bilanci mensili“.

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