11 Agosto 2020

Aumentano i contagi in Emilia Romagna ma ora uno su cinque ha meno di 30 anni

aggiornamentoANDREA MARINII giovani e i positivi al rientro dall’ estero. Sono queste le due principali preoccupazioni sul fronte della lotta al virus in Emilia Romagna. A ribadirlo per il terzo giorno consecutivo è l’ assessore regionale alla Sanità Raffaele Donini. E lo fa numeri alla mano: in Emilia-Romagna «degli ultimi 1.500 positivi dall’ 1 luglio a oggi, 300 sono giovani tra i 16 e i 25 anni. E di questi, un terzo provengono dalle vacanze all’ estero». Donini ne approfitta, quindi, per lanciare l’ ennesimo appello. «Raccomandiamo a tutti i ragazzi che sono, che vanno o che tornano dalle vacanze, laddove dovessero accorgersi di avere qualche sintomo, di fare subito riferimento alla sanità pubblica», avverte Donini. Per quanto riguarda i rientri dall’ estero, in particolare, la Regione spiega che «è in fase di approvazione un nuovo protocollo per la gestione di tutti i casi, dai viaggiatori agli assistenti familiari e i lavoratori stranieri». Non più quindi solo chi torna dai paesi extra Schengen, per i quali è già previsto il doppio tampone.E intanto anche ieri 10 persone dei 39 nuovi positivi registrati in Emilia Romagna erano appena rientrate dall’ estero. Tra i 39 nuovi casi 20 erano già in isolamento. A livello provinciale, i numeri più elevati si registrano a Bologna (14 casi) e a Modena (10). Per quanto riguarda i casi modenesi: 3 sono persone rientrate dal paese d’ origine e risultate positive, un caso riguarda un giovane rientrato da una vacanza in Grecia, 3 sono legati ai lavoratori del Comparto delle Carni e infine 3 sono legati a un focolaio domestico. Nel dettaglio i comuni in cui si sono verificati i nuovi casi sono Carpi (1), Castelvetro(2), Formigine (1), Modena (1), Montefiorino (1), Soliera (3) Spilamberto (1). Si aggiungono 6 guariti.Oltre al tema nuovi contagi e rischio di focolai, torna alla ribalta, sul fronte regionale, la questione dei decessi nella Case di Riposo, sui quali sono anche aperte indagini della magistratura. Come ha ricordato ieri mattina il procuratore aggiunto Giuseppe Di Giorgio, la Procura a Modena al momento, ha fermi sedici fascicoli di indagine per la morte da Covid di anziani ospiti o ricoverati in Cra e altre strutture a Modena e in provincia. Su questi casi si farà il punto a inizio settembre. Intanto in una nota congiunta, Comitati familiari vittime Covid Emilia Romagna – Codacons Emilia Romagna sottolineano l’ esigenza di fare chiarezza su quanto accaduto, «sforzo reso arduo – si legge nella nota – dal mancato rispetto dei diritti di accesso agli atti presentati dai singoli cittadini e del rispetto delle prerogative dei consiglieri regionali e comunali. Costoro infatti si sono visti negare le richieste in termini di risposta alle competenti istituzioni a fronte di richieste di produzione di documenti e di relazioni su quanto accaduto». Accuse rispedite al mittente dall’ assessore Donini. «Non solo non abbiamo secretato nulla: io e la vicepresidente Schlein abbiamo già ricevuto e incontrato chi ne ha fatto richiesta, senza mai nascondere niente». Così l’ assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele «Da parte nostra- ha aggiunto l’ assessore- continueremo nel dialogo, come stiamo già facendo, con molti familiari di persone decedute nelle Cra. Dunque- conclude Donini- non c’ è assolutamente nulla che la Regione possa nè voglia nascondere». —

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