Aumenta il reddito delle famiglie
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fonte:
- La Stampa
ma anche i prezzi sono in salita. calano invece pressione fiscale e debito pubblico
Tornano a crescere i prezzi, trainati da alimentari, trasporti e bollette, ma al tempo stesso migliora la situazione finanziaria delle famiglie italiane, che hanno ripreso a risparmiare. E i consumi non si sono mossi di tanto, appena dello 0,2%. È un quadro composito – e soggetto a più interpretazioni – quello diffuso dall’ Istat e relativo al terzo trimestre dello scorso anno. Un periodo, quello estivo, in cui è inoltre migliorata la situazione dei conti pubblici e in cui è calata seppur di poco la pressione fiscale. Per il premier Paolo Gentiloni si tratta di «risultati da migliorare, non da sprecare». Mette l’ accento sulle perfomance delle aziende il ministro dello Sviluppo, Carlo Calenda: «Aumentano del 5,9% gli investimenti. Risultati positivi ininterrottamente da 14 trimestri». La lettura dei dati però è diversa tra chi sottolinea gli aspetti positivi e chi invece lamenta una certa distanza tra i numeri e il «paese reale». Aumenta il reddito Sono positivi i dati relativi al reddito delle famiglie, che nel terzo trimestre è aumentato dello 0,7% e del 2,1% su base annua. L’ Istat parla di una «crescita significativa», ma comunque non è chiaro il modo in cui sia stata distribuita. Non tutto ciò che si è guadagnato in più comunque è stato speso. Gli italiani infatti sono più propensi a risparmiare (8,2%, con un aumento di 0,5 punti percentuali): la crescita arriva dopo un anno di discesa. Calano deficit e tasse Quanto ai conti pubblici, l’ indebitamento netto in rapporto al Pil nel terzo trimestre dello scorso anno è stato pari al 2,1%, rispetto al 2,4% nello stesso trimestre del 2016, con un miglioramento quindi di 0,3 punti. Da gennaio a settembre si è inoltre rilevato un deficit del 2,3%, che migliora dunque di 0,2, toccando il valore più basso dal 2007. Numeri positivi, certo, ma nei quali non è incluso l’ intervento pubblico da 20 miliardi deciso dal governo per il salvataggio delle banche. La pressione fiscale, invece, nel terzo trimestre è stata del 40,3%, in riduzione di 0,4 punti rispetto al 2016: si tratta del valore più basso dal 2011. E anche il dato relativo ai primi nove mesi è il più contenuto da sei anni (40,2%). I dati «dicono che siamo sulla strada giusta», spiega il ministro dell’ Economia Pier Carlo Padoan. Mentre il segretario del Pd Matteo Renzi fa notare che «in cinque anni le tasse sono scese di due punti. Per i prossimi cinque dobbiamo farne altri due». Per il M5S però «Renzi continua a prendere in giro i cittadini» e Forza Italia replica: «Gli unici 2 punti che riusciranno a tagliare sono quelli nelle intenzioni di voto». Torna l’ inflazione Dopo tre anni di stagnazione dei prezzi al consumo, nel 2017 si registra inoltre una crescita dell’ inflazione dell’ 1,2%, ancora lontana però dall’ obiettivo della Bce del 2%. A trainare sono gli aumenti dei costi per i trasporti (+3,4%), di prodotti alimentari e bevande analcoliche (+1,9%), abitazione, acqua e elettricità (+1,8%). Al netto però di energia e alimentari, l’ inflazione si attesta al +0,7%. Le associazioni dei consumatori denunciano gli effetti negativi per le tasche degli italiani. Secondo il Codacons il rialzo dell’ inflazione «ha determinato una stangata pari a 364 euro a famiglia». Per Federconsumatori solo dal carrello della spesa, rincarato dell’ 1,5%, derivano «aggravi di 267 euro». BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
nicola lillo
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