10 Settembre 2013

AUMENTA LA STRETTA DEL CREDITO Le banche tengono i soldi

AUMENTA LA STRETTA DEL CREDITO Le banche tengono i soldi

I
consumatori  attaccano il sistema e jedono l’ intervento delle
istituzioni: «Famiglie e imprese stanno fallendo, ma gli istituti

Non si ferma la stretta delle banche sul credito: a luglio, infatti, i prestiti al settore privato sono scesi del 3,3% su base annua contro il -3 % registrato il mese precedente. A denunciarlo è un’ indagine di Bankitalia sulle principali voci dei bilanci bancari. I prestiti alle famiglie, si legge ancora nell’ analisi, sono scesi dell’ 1,1% (-1,0% a giugno) mentre quelli alle società non finanziarie sono calati del 4,1% (stesso dato del mese precedente). Quanto ai tassi d’ interesse, comprensivi delle spese accessorie, quelli sui finanziamenti erogati nel mese alle famiglie per l’ acquisto di abitazioni sono stati pari al 3,96 per cento (3,90 per cento a giugno). Invece – aggiunge Bankitaliaquelli sulle nuove erogazioni di credito al consumo sono stati pari al 9,52 per cento (9,55 a giugno). I tassi d’ interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie di importo fino a 1 milione di euro sono stati pari al 4,41 per cento (4,30 nel mese precedente); quelli sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia sono aumentati al 2,96 per cento (2,77 per cento a giugno). I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono stati pari all’ 1,05 per cento (1,08 per cento a giugno). Duro il commento del Codacons: «Famiglie ed imprese stanno fallendo, ma le banche si tengono i soldi. Le banche continuano nella loro politica disastrosa: o si tengono i soldi o li danno a caro prezzo. Da quando è scoppiata la crisi le banche hanno smesso di fare il loro mestiere, che è quello di far circolare moneta nel sistema, contribuendo al fallimento di famiglie ed imprese». «Per questo il Governo dovrebbe, almeno per una volta, stare dalla parte dei clienti delle banche, eliminando, ad esempio, balzelli assurdi come le commissioni di istruttoria veloce, aumentando la concorrenza e riducendo i privilegi» prosegue il Codacons. Tra le richieste avanzate al governo dai consumatori, l’ applicazione anche in Italia di quanto deciso recentemente in Svizzera con un referendum: bloccare i compensi d’ oro ed i super bonus dei banchieri e dei top manager in genere, stabilendo che siano gli azionisti e non i consigli di amministrazione a deciderli. Vietati inoltre bonus in caso di acquisizioni e vendite, onde evitare conflitti di interessi. E se già questo sembra abbastanza, a fare tremare ancora di più sono i risultati dell’ inchiesta sui mutui che Altroconsumo ha condotto in 155 agenzie bancarie di 10 città. Un’ agenzia bancaria su quattro, spiega Altrocunsumo, non offre un mutuo al consumatore pur con reddito cospicuo (4.000 euro mensili) e contratto a tempo indeterminato. Sempre secondo i dati, 180% degli istituti impone di aprire un conto corrente presso la propria filiale, subordinando la concessione del mutuo a questa pratica; il 24% delle agenzie costringe a sottoscrivere una polizza vita da loro venduta, il 17% applica il “vizietto” alla polizza incendio, contrawenendo in questi casi al Codice del Consumo che definisce pratiche commerciali scorrette tali richieste, da segnalare immediatamente all’ Autorità garante della concorrenza e del mercato.

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