Aula Giulio Cesare, il M5S triplica Pd dal 26 al 17%, Forza Italia al 4%
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fonte:
- Corriere.it
Rispetto
alle elezioni 2013, la lista pentastellata sale dal 13 al 35%. Al terzo
posto Fratelli d’ Italia, più che raddoppiati. Segue la formazione di
Marchini, mentre si piazza quinto il partito di Berlusconi, incalzato
anche dalla civica di Giachetti
Un pienone da oltre 400 mila voti. Il Movimento Cinque Stelle, quando lo spoglio dei voti di lista per il nuovo consiglio comunale è pressoché concluso, conferma il successo rotondo nella capitale. Con il 35,40% la formazione pentastellata ottiene più del doppio di quella del Pd (poco sotto i 200 mila voti), precipitata al 17,14%, mentre al terzo posto si piazza Fratelli d’ Italia di Giorgia Meloni, con il 12,31% (e 140 mila voti). E’ stato un tracollo per Forza Italia, addirittura quinta, con il 4,23%, dietro all’ altrettanto deludente risultato della lista «Alfio Marchini sindaco», attestata sul 4,7%, poco oltre i 50 mila suffragi. La mappa del voto quartiere per quartiere Il tonfo di Storace Seguono, tra le liste in lizza per almeno un seggio da consigliere nella nuova assemblea capitolina, la civica che ha sostenuto Roberto Giachetti (al 4,14%, quindi a un passo dal sorpasso su Forza Italia, che diventerebbe addirittura il sesto partito), Sinistra italiana di Stefano Fassina (3,9%), la civica di Giorgia Meloni (3,4%) e la Lega romana di Noi con Salvini (2,7%). Sempre sul fronte centrodestra, severissimo il colpo subito da Francesco Storace, la cui formazione è stata annichilita dall’ abbraccio con Alfio Marchini: 0,64%, pari a poco più di settemila voti, e quindi meno anche di CasaPound (1,2% ) e del Partito comunista del giovane Alessandro Mustillo (0,84%). Anche la lista del Codacons di Carlo Rienzi, nonostante l’ alta mediaticità di molte iniziative dei consumatori, è stata condannata dagli elettori all’ irrilevanza: 0,21% e meno di tremila voti. Nuovi equilibri a destra Il confronto con le precedenti elezioni amministrative (2013) dà la misura del successo di Virginia Raggi e della sua squadra in corsa per l’ Aula Giulio Cesare. Il Movimento Cinque Stelle partiva dal 12,82% ed è quindi quasi triplicato, con una crescita di oltre 23 punti percentuali. Speculare, in senso opposto, l’ andamento del Pd, che dal voto che consacrò Ignazio Marino a quello di ieri ha lasciato sul campo, nella battaglia di Roma combattuta sulle macerie delle municipalizzate e di Mafia Capitale, oltre 9 punti: dal 26,26% al 17,14%. Giù pure Marchini rispetto a quattro anni fa, nonostante la visibilità in campagna elettorale: la lista di Alfio partiva dal 7,48% e, ritrovandosi con un 4,7%, ha di fatto lasciato per strada un elettore su tre. Ancor più pesante il bilancio nel centrodestra versante berlusconiano: il Pdl del 2013 aveva sfiorato il 20% (19,21%) e si ritrova al 4% di Forza Italia. Va meglio per i concorrenti Fratelli d’ Italia della Meloni e Rampelli che possono, almeno dal punto di vista del bilanciamento di rapporti interni, cantare vittoria: partivano infatti dal 5,93% e oggi superano di slancio il 12.
FABRIZIO PERONACI
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