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16 Giugno 2011

AUDIZIONE ALLA CAMERA DELLE ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI PIU’ RAPPRESENTATIVE SUL SERVIZIO DI TRENITALIA

AUDIZIONE ALLA CAMERA DELLE ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI PIU’ RAPPRESENTATIVE SUL SERVIZIO DI TRENITALIA
 

Ha avuto luogo il 14 giugno alla Commissione Trasporti della Camera la audizione delle associazioni dei consumatori più rappresentative sul servizio di Trenitalia.
Sono state ascoltate per prime il CODACONS e l’ADOC che hanno dato vita recentemente al CRESP un coordinamento su trasporti e servizi.
IL CODACONS ha sottolineato come TRENITALIA non debba più usufruire delle prerogative della Pubblica Amministrazione, imponendo ai viaggiatori obbligazioni a fare e dispensando multe e sanzioni sulla base delle variazione delle proprie continue modificazioni tariffarie.
Tre i principi che devono essere stabiliti.
Primo: Unico obbligo del viaggiatore è il pagamento del biglietto.
Secondo: Il prezzo del biglietto deve essere fissato secondo il principio, già stabilito dal CIPE, del service mark up, per il quale ogni aumento deve essere collegato a un miglioramento del servizio.
Terzo: La concorrenza che sarà introdotta con la liberalizzazione della rete ferroviaria italiana deve essere appunto una concorrenza sulla rete e non sulla tratta. In altre parole le concessioni a nuovi operatori debbono essere rilasciate solo a operatori che, come nel caso degli operatori di telefonia cellulare, coprano con la loro offerta il 92% del territorio nazionale, cioè della rete ferroviaria italiana, e il il 98% della popolazione, cioè del movimento viaggiatori. Non devono essere ammessi competitor che traggono profitto solo dalle tratte più ricche senza accollarsi gli oneri delle tratte meno remunerative al sud e dei pendolari. Possono fare  eccezione le compagnie ferroviarie straniere sulla base di  un criterio di reciprocità.
Conseguentemente debbono cessare le vessazioni del viaggiatore che, ad esempio, deve poter acquistare il biglietto sul treno come già succede sui treni della Deutsche Bahn in servizio sulla rete italiana (Brennero_Bologna) e non deve pagare nulla se non il cambio prenotazione in caso di differimento o anticipo del viaggio. E’ inaccettabile che in caso di controversia, una unilaterale valutazione degli obblighi contrattuali da parte di un contraente, TRENITALIA, determini invariabilmente una sanzione per l’altro,  invece che l’eventuale riconoscimento di un suo diritto. Ogni controversia deve essere decisa dalla Magistratura Civile, come avviene per ogni rapporto tra soggetti entrambi privati, come sono TRENITALIA e il viaggiatore.  Né si può tollerare ulteriormente che il viaggiatore per poter viaggiare debba fare code defatiganti alle biglietterie delle stazioni o debba procurarsi moneta di basso conio perché le macchine emettitrici non danno resto ma solo un bonus, da convertire presso una biglietteria, Né che il viaggiatorer, dopo aver pagato un sovrapprezzo per avere un biglietto flessibile, per far valere la flessibilità e cambiare treno si debba recare alla biglietteria della stazione di partenza. 
Devono essere ritirati gli ultimi aumenti dei biglietti praticati senza alcun miglioramento del servizio nella maggioranza delle tratte, solo perché su alcune tratte è stata realizzata l’alta velocità. L’alta velocità è un vantaggio competitivo per TRENITALIa, che è stato quasi interamente pagato dalla fiscalità generale e dunque non deve essere pagato una seconda volta dai viaggiatori sulla rete ferroviaria italiana.
La liberalizzazione avviata solo per consentire lo sfruttamento della rete nelle tratte più ricche a scapito dell’operatore pubblico finanziato fin qui dalla fiscalità generale, con danno erariale e possibilità di rovina dell’operatore pubblico per le ragioni analoghe che hanno determinato la rovina di Alitalia, non deve essere consentita. Il Legislatore apra effettivamente alla concorrenza, come è stato fatto per il serrvizio di telefonia mobile ovvero faccia un passo indietro e ricostituisca il monopolio pubblico con le garanzie della conciliazione preventiva e del Giudice Amministrativo, come in Francia.
 

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