3 Gennaio 2010

ATTORNO AI 13-15 milioni di euro la cifra che i polesani potrebbero mettere a disposizione dei saldi

ATTORNO AI 13-15 milioni di euro la cifra che i polesani potrebbero mettere a disposizione dei saldi di gennaio: tra i 200 e 300 euro a famiglia. Ovviamente stime, che provengono dalle associazioni dei consumatori. L’ ADICONSUM ha addirittura redatto un vademecum per districarsi nella giungla dei saldi, in testa la raccomandazione di "diffidare di quei negozi che espongono cartelli con sconti esagerati e fare riferimento a negozi già conosciuti"; per il Codacons "il budget delle famiglie è sempre più ridotto, la corsa ai saldi non si verificherà e si registreranno contrazioni degli acquisti fino al 20%, con una spesa media che non supererà quota 130 euro a testa". ANCORA PIÙ cupo lo scenario prospettato da Adusbef e Federconsumatori: secondo le loro stime, meno della metà delle famiglie farà acquisti durante il periodo dei saldi. E, dunque, la cifra dei 13-15 milioni per il Polesine sarebbe da ridimensionare almeno di un terzo. CHE LA CRISI sia entrata profondamente nella fisiologia delle abitutini sociali è fuori discussione. Nel nostro territorio con indicatori particolarmente allarmanti: nel terzo trimestre del 2009 (ultimo dato reso disponibile da Unioncamere) il fatturato del commercio al dettaglio in provincia è calato, rispetto all’ analogo periodo del 2008, di oltre l’ 11%, quando il ridimensionamento medio in regione è stato del 4,5%; comunque un leggero miglioramento delle vendite rispetto al trimestre precedente c’ è stato, con previsioni, da qui ai prossimi mesi, tuttavia ancora incerte. LE IMPRESE commerciali dell’ abbigliamento-calzature coinvolte nella prima linea dei "saldi" sono in provincia oltre 520: imprese che nel 2009 rispetto al 2008 sono diminuite circa dell’ 1,5% come numero globale, ed è un altro indice del "momentaccio". I NEGOZI devono poi fare i conti con la grande distribuzione, cresciuta in mondo palpabile negli ultimi anni anche nel nostro territorio: nel 2008 in Polesine venivano censiti 2 grandi magazzini, 28 minimercati, 6 grandi superfici specializzate. SE A TUTTO questo sommiamo supermercati (61 in tutto) e ipermercati (4), arriviamo, per la grande distribuzione, alla cifra di oltre 120 mila metri quadrati impegnati. Nel 2002 si era poco sopra alla metà. C’ è dunque da tener conto di una forte concorrenza interna, tra piccola e grande distribuzione, che innesca meccanismi non sempre facilmente decifrabili anche al momento dei saldi di stagione.

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