19 Aprile 2020

Attività verso la riapertura ma asili a rischio fallimento

l’ allarme di federica e gloria: «non sappiamo quale sarà il futuro»
MANSUÈ Grande incertezza nel mondo degli asili nido in seguito all’ emergenza Coronavirus. Non solo per chi li gestisce, ma anche per le famiglie, e soprattutto le mamme che con l’ allentarsi delle norme restrittive e l’ apertura che sembra imminente di grandi realtà industriali dell’ Opitergino Mottense si trovano a dover fare i conti con la chiusura temporanea dei nidi. Le proposte del governo che non risultano ancora trasformate in legge, le indicazioni della Fism che suggeriscono uno sconto del 65% sulle rette, e il Codacons che suggerisce la domanda di un rimborso. Federica Mio Bertolo gestisce assieme alla cognata Gloria Da Ros un nido da dodici anni, il Delfino di Mansuè, e racconta: «Fino a prima dell’ inizio dell’ emergenza avevo 34 bambini al nido. Ospitiamo i piccoli dai 3 mesi ai tre anni. Siamo in cinque educatrici più la cuoca. Dal mese scorso si sono già ritirati in 9 e il futuro rimane incerto. Purtroppo il governo non si è espresso in merito, la proposta di un rimborso sembrava poter essere una strada da seguire, ma non ha trovato seguito. Non è stata trasformata in legge, e a questo punto ci troviamo in una situazione assurda, dove molti nidi dovranno chiudere proprio nel momento in cui si prospetta l’ apertura delle fabbriche in seguito alla annunciata fase due dell’ emergenza. Le mamme ci chiedono cosa devono aspettarsi e noi non riusciamo a dar loro le risposte, perché non ci sono ancora delle normative o delle regole che parlino chiaro. Non sappiamo quale sarà il futuro delle nostre attività. Abbiamo investito da poco quasi 7000 euro per il rinnovo dei locali e dei macchinari all’ ozono per la pulizia del nido. Ci troviamo in un limbo e le mamme ci chiedono se siamo disposti ad accogliere i loro bimbi una volta che riapriranno le fabbriche». In questa situazione alcune mamme hanno pensato di ritirare i loro piccoli per evitare di dover pagare la retta mensile senza poter fruire dei servizi del nido. Una situazione paradossale che ha visto tutti i nidi d’ Italia associarsi ad Educhiamo con la speranza di costituire una sola voce che possa essere ascoltata dal governo in modo che ci sia una legge chiara e rapida a scongiurare le chiusure che si stanno moltiplicando anche nel nostro territorio: «Speriamo che qualcuno accolga il nostro grido di allarme – continua Federica – Bisogna però far presto prima che continuino le chiusure forzate dei nidi che costituiscono un punto di riferimento sociale dal quale non si potrà prescindere, una volta che riapriranno le fabbriche». Pio Dal Cin.

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