16 Novembre 2002

Attenti a Internet

Attenti a Internet,
navigare per un?ora
vi può costare
più di 200 euro

ALLA fine ci siamo cascati anche noi. Famiglia medio-borghese, sufficientemente informata. Anche su Internet e le sue trappole. Ci è cascata una figlia, 15 anni, terzo liceo scientifico, ?navigatrice“ dopo lo studio, istruita di per sé e anche da noi genitori. Non una sprovveduta, meglio dirlo chiaro. Per una sua leggerezza pagheremo nella prossima bolletta Telecom 197 euro più Iva, più o meno mezzo milione di vecchie lire a uno sconosciuto provider. Il ?bottino“ di due collegamenti, di una mezz?ora ciascuno. E dobbiamo ringraziare la solerzia della Telecom, che ci ha avvertito ieri con un telegramma dell?improvvisa impennata dei nostri consumi telefonici. Non l?avesse fatto, a fine mese non ci sarebbe bastato lo stipendio (e forse nemmeno il conto in banca) per farvi fronte.
Cos?è accaduto? Che navigando, la nostra ragazza si è imbattuta in un sito di sms (messaggi cellulari) cosiddetti animati. Tu clicchi e ti escono 23 pagine variopinte di disegni, frasi sciocche (un esempio: “Mi piaci molto ma mettiamoci insieme dopo l?estate“, vabbè roba appunto di quindicenni), amore, feste, auguri, animali. Ne scegli una, provi a inviarla al cellulare di un amico. Sembra un gioco gratuito. Ma ecco che ti spunta il primo intoppo. Vuoi davvero inviarla, la frasetta? Allora “scarica il programmino“ (testuale). In coda al quale ci sono le famose “condizioni“ da accettare. Si sa come sono i ragazzi e si sa come sono molte di queste condizioni: gratuite, una formalità. In realtà, la figliola le legge fino in fondo e arriva alla dicitura: “Il costo è di 2,4 euro Iva compresa più 0,5 euro di scatto alla chiamata“. E pensa, come forse avremmo fatto tutti noi, che con 3 euro o giù di lì può inviare il famoso messaggino. In realtà quel 2,4 euro sta per “minuto di collegamento“ (ma badate, non c?è scritto!), ce lo ha spiegato l?operatore Telecom. Di qui i 197 euro, visto che, una volta collegata, la nostra quindicenne si è divertita a scegliere l?sms più carino da inviare, crogiolandosi senza colpe per mezz?ora di venerdì e mezz?ora di lunedì. Veniale, non vi sembra?
Ma non basta. Noi genitori previdenti avevamo, fin da quando Internet è entrata nella nostra casa, chiesto e ottenuto la disattivazione del famigerato “166“, quello dei siti a pagamento. Ma non siamo stati al passo coi tempi, visto che l?astuto (come altro chiamarlo, dite voi) provider ha adottato, come ?prefissi“, oltre al 166 anche il 709 e l?899. La nostra protezione è stata così aggirata. Ora abbiamo chiuso anche questi due canali. Ma l?operatore Telecom, molto comprensivo, ci ha avvertito che altri numeri a tre cifre presto entreranno a rovinare chi si distrae, genitore o figlio che sia.
Non sappiamo se in tutta questa vicenda ci siano i connotati della truffa, di certo c?è stato un raggiro telematico. Forse qualche avvocato vorrà occuparsene. O magari il Codacons, le associazioni consumatori. Ma il messaggio è molto più semplice e diretto: state attenti. Va ad ogni famiglia che ha un computer in casa, una linea abilitata, una figlia a cui spuntano lacrime irrefrenabili per la prima stangata della vita. Che pagheremo noi, genitori previdenti ma non troppo. Lei, i sei euro che voleva spendere cliccando su “accetta“, era già pronta a ridarceli.

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