Attacco dell’ Atac ai macchinisti metro “Alla guida soltanto per tre ore al giorno”
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fonte:
- la Repubblica
DALLA PRIMA DI CRONACA GIOVANNA VITALE RACCONTAun macchinista in servizio quel giorno: «I colleghi che si sono presentati al lavoro sono stati molti meno di quelli programmati da Atac, per cui le corse hanno subito un forte rallentamento sin dall’ inizio: il risultato è stato che poco prima delle 8,30, cioè a ridosso dello stop, le banchine erano talmente sovraffollate e i treni così stracolmi che alla Dct (la Direzione centrale del traffico) non hanno potuto far altro che dare l’ ordine di evacuazione per motivi di sicurezza. Ma è una procedura codificata, non un capriccio, si fa sempre così in situazioni di rischio, e quella di venerdì scorso lo era». Lettura condivisa da Alessandro Capitani, segretario della Filt-Cgil, che pur non essendo fra i promotori della protesta, a proposito dei licenziamenti minacciati dal sindaco avverte: «Adesso si apre la caccia alle streghe con un giustizialismo sommario, non è colpendo i lavoratori che si risolvono i problemi ma magari programmando meglio il servizio. Quando ci sono questioni di ordine pubblico non si possono scaricare le colpe della disorganizzazione sui lavoratori, l’ organizzazione è competenza dei vertici aziendali ed eventualmente delle forze dell’ ordine». Ma la linea del Campidoglio è chiara: «A Milano un macchinista della metro lavora oltre 1150 ore l’ anno, a Roma solo 720 ore», aveva denunciato a caldo il sindaco. Seguito a ruota, ieri, dall’ Atac: «Stiamo cercando di diminuire i cosiddetti tempi tecnici e aumentare le ore di guida, per fornire un servizio miglior servizio alla città». Ma i macchinisti non ci stanno: «I tempi tecnici sono in realtà tempi di lavoro, come spostare o agganciare i treni all’ interno dei depositi, oppure controllarne l’ efficienza prima del servizio. Se non lo facciamo noi, chi dovrebbe farlo?». Un muro contro muro destinato a proseguire a oltranza. «Il nostro obbiettivo è dare più soldi a chi lavora di più», taglia corto l’ assessore alla Mobilità Guido Improta. In attesa di conoscere gli sviluppi di uno sciopero che rischia ora di trasferirsi nella aule di giustizia e non solo: dopo l’ esposto del Codacons, oggi la Procura potrebbe aprire un fascicolo per interruzione di pubblico servizio, e la Commissione di Garanzia avviare un procedimento per individuare i colpevoli dei disagi ai cittadini. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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