10 Agosto 2016

Atr 72 fuori pista decine di parti offese e sei sotto processo

Atr 72 fuori pista decine di parti offese e sei sotto processo
ipotesi
di concorso in truffa per colaninno e altri manager l’ accusa: aereo
romeno, ma il biglietto era pagato come alitalia«faccio ricorso contro
la sospensione»il commercialista indagato

PISA Quell’ aereo Atr 72 “targato” Alitalia, ma di fatto romeno per origine ed equipaggio, finì fuori pista provocando feriti e spaventi. Era partito da Pisa e a Fiumicino svelò con l’ incidente la sua vera origine. Che, trasferita sul fronte giudiziario, si è concretizzata in un rinvio a giudizio di sei manager per truffa in concorso a carico di chi allora era ai vertici di Alitalia. La prima udienza per la costituzione delle parti è stata fissata il 13 ottobre al Tribunale di Civitavecchia per competenza territoriale riferita all’ evento avvenuto la sera del 2 febbraio 2013 a Fiumicino. La Procura ha individuato 46 parti offese, più l’ associazione dei consumatori Codacons, che potranno costituirsi parte civile nel processo per chiedere un risarcimento dei danni. Nell’ elenco ci sono anche dodici toscani, passeggeri protagonisti di un incidente che pochi giorni fa è stato replicato a Orio al Serio (Bergamo) con un aereo uscito fuori dalla pista di atterraggio. La provenienza è varia: quattro da Massa, due da Livorno, due da Crespina, tre da Pisa e uno da Buggiano. Pagare Alitalia, volare romeno. Il perno attorno al quale ruota l’ accusa è che i viaggiatori sarebbero stati tratti in inganno nella scelta e nell’ acquisto del biglietto Pisa-Roma confidando nel brand Alitalia quando, in realtà, il vettore era di un’ altra compagnia, la Carpatair. Insomma, pagare la qualità Alitalia, ma volare romeno. Senza l’ incidente nessuno, tra i passeggeri, se ne sarebbero accorto. Nulla di illegale. Era una prassi all’ epoca quella di affidare con il sistema del noleggio alcune tratte ad altre compagnie, mantenendo, però, la livrea Alitalia. Un’ icona tricolore poi rimossa in fretta e furia la sera del fuori pista in uno schianto nel quale il forte vento aveva giocato un ruolo non secondario. La Procura di Civitavecchia ha citato in giudizio l’ allora presidente del Cda di Alitalia, Roberto Colaninno, 73 anni, di Mantova, attuale presidente della Piaggio; Andrea Ragnetti (all’ epoca amministratore delegato), 56 anni, di Perugia; Rita Ciccone (direttore legale e societario), 56 anni, Benevento; Francesco Festa (vicepresidente esecutivo), 62 anni, di Milano; Nicola Arnese (responsabile della vendite on line), 43 anni, di Milano; Aureliano Cicala (responsabile del ‘customer care’), 43 anni, di Roma. Le accuse. Secondo la Procura gli imputati avrebbero truffato i passeggeri «nell’ offrire in vendita al pubblico (mediante canali di vendita telefonica, informatica, mediante intermediari o direttamente ai banchi di accettazione ed alle relative biglietterie aeroportuali riferibili esclusivamente ad Alitalia) servizi di trasporto aereo di persone apparentemente forniti da Alitalia, omettendo qualsiasi indicazione sull’ effettiva identità del vettore (e/o fornendo indicazioni fuorvianti non accessibili al consumatore) e, anzi, riportando sui titoli rappresentativi del servizio e sulla allegata documentazione esclusivamente la denominazione ed il segno distintivo di Alitalia». «Informazione non trasparente». Non solo per l’ accusa le informazioni ai passeggeri venivano date «spendendo esclusivamente la denominazione Alitalia (o volo Alitalia), fornendo e facendo applicare al mezzo utilizzato le insegne Alitalia e l’ arredamento riportante il logo Alitalia nonché al personale di bordo le divise riportanti il segno distintivo medesimo -inducendo in errore tutti i fruitori del servizio relativo al volo AZ 1670 sulla tratta Pisa-Roma Fiumicino in merito all’ effettiva identità del vettore aereo che avrebbe praticato il trasporto, trattandosi in realtà della Carpatair». Il guadagno per Alitalia, nell’ impostazione degli inquirenti, veniva monetizzato con «l’ ingiusto profitto derivante dalla stipulazione di contratti di trasporto aereo con consumatori che, ove correttamente informati, non avrebbero provveduto all’ acquisto. Fatto aggravato dall’ aver approfittato della carenza in capo alle persone offese di cognizioni tecniche sulla tipologia di contratti tra vettori aerei e sui codici relativi ai vettori». Quei passeggeri sballottati la sera del 2 febbraio 2013 nell’ Atr 72 fuori controllo se avessero saputo che sarebbero saliti su un aereo romeno forse avrebbero fatto un’ altra scelta. Sarà uno dei temi del processo. Pietro Barghigiani ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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