10 Dicembre 2012

Atam, il blocco degli autobus va avanti

Atam, il blocco degli autobus va avanti

 

 

Lo sciopero continua. Gli autobus dell’ Atam rimarranno ancora fermi. Il doppio incontro dell’ amministratore unico Vincenzo Filardo con i sindacati non ha sortito l’ effetto di scongiurare la prosecuzione della protesta lasciando ancora la città senza i servizi di trasporto pubblico. I lavoratori dell’ Atam sono particolarmente arrabbiati. Il tira molla che si registra a ogni fine mese ha stancato tutti. Ogni volta che c’ è da incassare le sacrosante spettanze ci sono intoppi burocratici e ritardi. Con una nota diffusa ieri, i lavoratori costituiti in Comitato si rivolgono al prefetto Vincenzo Panico, capo della commissione straordinaria che governa Palazzo San Giorgio: «Il problema per ci porta ancora a scrivere – si legge nel documento – è di spiegare al Commissario che allo stato attuale guida il Comune di Reggio Calabria (azionista unico dell’ Atam Spa, della quale noi siamo orgogliosamente dipendenti) che da circa 3 mesi, oltre la tredicesima mensilità, non percepiamo lo stipendio e con gran difficoltà economiche e di tranquillità mentale stentiamo a far vivere le nostre famiglie giornalmente, soprattutto in un periodo come quello attuale, con le festività imminenti». Nella nota si legge ancora: «Chiediamo scusa, ma la cosa che ci sembra più assurda è che un prefetto che guida il Comune, pur sapendo di queste difficoltà, non di piccola rilevanza, ci faccia sapere che prima di giorno 15 non ci possa ricevere e prendere alcuna iniziativa per discutere e provare qualche soluzione a tale problema. Pertanto le nostre famiglie dovrebbero aspettare per “sopravvivere” tale data, sempre se dopo l’ incontro si trovi una soluzione immediata». I lavoratori spiegano che il loro comitato non appartiene a nessuno schieramento politico e aggiungono: «Ci sentiamo mortificati – è scritto ancora nel documento – ma essendo onesti ed intelligenti continuiamo a ragionare in maniera pacata, dicendo a chi in questo momento guida il comune di Reggio Calabria che la nostra opinione è che a Reggio è avvenuto un terremoto ma a differenza di un sisma naturale questo ha nomi e cognomi dei responsabili. Sicuramente non è stato causato da onesti lavoratori e cittadini reggini pertanto non ci riteniamo colpevoli di pagare le conseguenze di tutto ciò». Nella parte conclusiva del documenti, il Comitato dei lavoratori dell’ Atam assicura: «Noi resteremo uniti e fermi, sperando assieme ai cittadini tutti, ai dipendenti comunali, e ai dipendenti delle altre società partecipate, onesti ed orgogliosi come noi, di bloccare la città per avere quello che è un diritto per poter svolgere il nostro dovere. Dopo aver insieme individuato il percorso di risanamento dell’ Atam Spa e raggiunta la tranquillità di poter continuare a vivere dignitosamente del nostro meritato e sudato stipendio, saremo accanto al prefetto Panico affinché, assieme alla magistratura, dopo aver accertato i responsabili che Vincenzo Panico guida la terna dei commissari che amministra Palazzo S. Giorgio hanno causato la crisi e lesa la dignità dei reggini, si possa tutti intervenire anche sul patrimonio dei colpevoli di tutto e far rientrare nelle casse comunali il maltolto, ridando credibilità alla città di Reggio Calabria». Non ci sono solo grane sul fronte del trasporto pubblico in città. Il Codacons ha promosso una raccolta di firme contro il disservizio nell’ erogazione dell’ acqua e per il ripristino del manto stradale cittadino: «Accogliendo le tante segnalazione pervenute da parte dei cittadini – Vincenzo Panico guida la terna dei commissari che amministra Palazzo S. Giorgio si legge in un comunicato del Codacons – il coordinatore Pietro Di Pietro si è fatto promotore di una petizione popolare per sollecitare da parte dei Commissari Prefettizi un intervento immediato e risolutivo in merito al grave disservizio causato dalla mancata erogazione di acqua potabile nelle ore serali e notturne in città e lo stato disastroso del manto stradale cittadino». Nel comunicato del Codacons si legge ancora: «La mancanza d’ acqua comporta, oltre ad un enorme disagio, un danno eco nomico che deriva dall’ utilizzo di serbatoi, di pompe elettriche, da spese idrauliche per l’ istallazione, la manutenzione ed eventuali riparazioni, dal mancato utilizzo di elettrodomestici nelle ore notturne, quando il costo dell’ energia elettrica è meno oneroso. In diverse zone della città l’ acqua non è potabile in quanto fortemente “salata”. I cittadini pagano le bollette di un’ acqua che è imbevibile». La petizione firmata dai cittadini è stata già consegnata ai commissari prefettizi. i.

paolo toscano

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