28 Novembre 2010

Atac, Parentopoli e modelle Bufera sulle assunzioni facili

Non l´ha presa bene, il sindaco Alemanno. Dopo aver letto l´inchiesta di "Repubblica" sulle assunzioni facili in Atac, l´azienda del trasporto pubblico romano dove – a dispetto di un bilancio in profondo rosso – da fine 2008 sono stati arruolati 854 nuovi dipendenti, per lo più quadri e dirigenti con l´unico titolo di merito di essere mogli, generi, nipoti e segretari di politici, assessori e sindacalisti, ha alzato il telefono e chiesto al nuovo amministratore delegato, Maurizio Basile, di «effettuare un´inchiesta interna per verificare la veridicità di quanto pubblicato, controllando i criteri di assunzione che sono stati utilizzati dalle precedenti amministrazioni nell´ultimo decennio», con la promessa di presentarne i risultati «entro massimo 15 giorni, adottando le iniziative conseguenti». In sostanza, l´inquilino del Campidoglio intende dimostrare che l´occupazione clientelare delle aziende comunali non l´ha certo inventata lui, trattandosi a suo avviso di pratica già assai diffusa. Come confermano le sibilline dichiarazioni dell´assessore ai Trasporti Sergio Marchi, secondo cui «la commissione permetterà di fare luce sulle pesanti responsabilità del centrosinistra nell´indebitamento dell´azienda» offrendo esiti che «potrebbero portare interessanti sorprese, anche insospettabili». Più cauto il capogruppo pdl Luca Gramazio: «Bene Alemanno, alla fine di questa verifica, se verranno accertate delle colpe, chi ha sbagliato dovrà pagare». Un modo, anche, per prendere tempo. E trovare riparo alla bufera scatenata dall´opposizione in seguito alla pubblicazione dell´elenco dei nuovi assunti Atac. Tuona il consigliere capitolino del Pd Massimiliano Valeriani: «E´ incredibile il declino non solo economico, ma anche etico delle aziende capitoline. Sulla fitta rete di parentopoli e affiliati politici, mi auguro che Alemanno dica al più presto qualcosa. Una situazione talmente eclatante che certo raccoglierà le attenzioni della Corte dei Conti cui io stesso presenterò un esposto». Come farà anche il Codacons. Chi invece non ci pensa due volte a chiedere subito le dimissioni del sindaco è il segretario regionale dell´Idv Vincenzo Maruccio, per il quale «comincia ad essere chiara a tutti l´accezione che il centrodestra, e in particolare gli Alemanno boys, hanno del concetto di servizio pubblico: un luogo dove, a spese di tutti noi, si assumono coniugi, figli, affini e conoscenti vari». Caustico il consigliere regionale del pd Enzo Foschi: «Dopo l´ultima perla «vietata ai minori», ovvero la cubista arruolata in Atac, ora l´azienda potrà superarsi soltanto con un bel Piano strategico orientato al Bunga Bunga». Perché ormai «in Campidoglio esiste una vera e propria questione morale», chiosa il consigliere capitolino Athos De Luca. Da porre già domani, in una mozione d´aula, con la quale «chiederò una urgente inversione di marcia sulla poca trasparenza e il clientelismo». SEGUE A PAGINA VI.
 

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