5 Novembre 2014

Atac non ha più soldi neanche per il gasolio Roma rimane a piedi

Atac non ha più soldi neanche per il gasolio Roma rimane a piedi

BRUNELLA BOLLOLI ROMA Roma, la città che ha il primato degli incidenti stradali, dove pedoni e ciclisti sono vittime predestinate perché le strade sono ridotte a un colabrodo, ora rischia anche di rimanere senza autobus. La situazione finanziaria dell’ Atac, l’ azienda municipalizzata dei trasporti, è talmente disastrosa che i fornitori hanno minacciato di sospendere l’ erogazione di gasolio in mancanza di garanzie certe. Tradotto: se il Comune non paga, niente più carburante per i bus. Un danno micidiale per la città e soprattutto per i tanti pendolari, lavoratori e studenti, ma anche turisti, che usano i mezzi pubblici e che, invece, presto potrebbero rimanere a piedi. All’ azienda capitolina è infatti stato notificato un pignoramento di 77 milioni di euro per un contenzioso con Roma Tpl, il consorzio che gestisce alcune linee periferiche, sull’ adeguamento del contratto di servizio. A causa di tale pignoramento i conti correnti sono stati congelati ed è impossibile disporre del denaro per pagare i fornitori. Per un po’ si è andati avanti sulla parola, ma poi i creditori hanno detto basta e così il sindaco Ignazio Marino, quello che vorrebbe tutti i romani in bici, ha lanciato l’ allarme. Ieri ha riunito in gran fretta la giunta in seduta straordinaria e per domani è previsto che l’ assessore alla Mobilità, Guido Improta, riferisca in Aula Giulio Cesare in merito alla vertenza. Una controversia cominciata nel 2009 e che poi, come in un effetto domino, si è aggiunta ai debiti aumentati e all’ inesorabile calo degli utili. Non solo. Nel corso del 2013, i ricavi dell’ azienda di via Prenestina sono scesi di quasi 12 milioni di euro, cioè da oltre 545 a poco più di 533 milioni, e in totale ammonterebbero a 400 milioni i debiti accumulati verso tutti i fornitori. Ora, se il pericolo era di fare rimanere i bus fermi nei depositi già dalla prossima settimana,di ieri è la notizia che in parte si è trovato un accordo con il fornitore che aveva minacciato lo stop all’ erogazione di carburante. Ma è solo una tregua nella tempesta che sta investendo il Comune di Roma e la sua società dei trasporti. L’ assessorato alla Mobilità ha infatti comunicato che, vista l’ intesa raggiunta, «è stato scongiurato il fermo bus fino al 25 novembre, data dell’ udienza fissata per l’ opposizione al pignoramento richiesto da Roma Tpl». Insomma, ci sono ancora venti giorni di scampato pericolo per i viaggiatori della Capitale, poi però ci risiamo, a meno che Marino non s’ inventi qualcosa o i conti dell’ Atac non vengano sbloccati per magia. Anche i consumatori del Codacons sono saltati su a dare una scossa al sindaco: «Uno stop degli autobus a Roma sarebbe una sciagura per la città, che subirebbe una paralisi totale mai vista prima», ha aizzato il presidente Carlo Rienzi. «Trattandosi di una società di proprietà del Comune di Roma, Marino deve reperire i soldi per garantire la continuità del servizio, che non può essere interrotto a causa di contenziosi o vertenze». Il sindacato autonomo Cambiamenti M410, che ormai da un anno si batte per la sicurezza degli autisti e per una migliore gestione dell’ Atac, lamenta gli sprechi (59 dirigenti) e il taglio dei bus con il conseguente disservizio per gli utenti. Addirittura si dice che il bus che ha preso fuoco lunedì sul Gra, mandando il traffico in tilt, avesse problemi di carburante. I romani, poi, sono letteralmente infuriati con il Comune perché, per fare cassa, salirà inevitabilmente il prezzo degli abbonamenti mensili e annuali (dal primo gennaio 2015 è in arrivo la stangata), a fronte di un servizio sempre più carente, anche se per il Campidoglio si tratta di una «razionalizzazione e non di tagli di corse dei mezzi pubblici». Ribolle, comunque, il fronte degli oppositori alla giunta guidata da Marino. Sabato si prevede una grande manifestazione di piazza, con raccolta firme e petizione, lanciata dall’ azzurro Fabrizio Santori, per sfiduciare il primo cittadino. C’ è da scommettere che saranno presenti anche molti autisti e macchinisti dell’ Atac. Capitale in rosso Dopo i 77 milioni pignorati, l’ azienda di trasporto pubblico avrà carburante fino a fine novembre. Marino: si rischia lo stop dei mezziAtac non ha più soldi neanche per il gasolio Roma rimane a piedi Il sindaco di Roma Ignazio Marino.

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