18 Febbraio 2021

Atac, la denuncia dei sindacati: «Pochi fondi, tram come lumache»

 

di Maria Rosaria Spadaccino Forse converrà andare a piedi. I tram romani dovranno rallentare, la loro velocità in molti tratti dovrà oscillare tra i 5 e i 10 chilometri all’ora. Anche un podista potrebbe fare meglio. Una misura che è stata decisa dall’Atac, in attesa delle necessarie (e future) manutenzioni sulle sei linee tramviarie che attraversano la Capitale: dalla Gianicolense a Valle Giulia, da porta Maggiore al Prenestino. La disposizione aziendale viene spiegata così: «Ovunque in città si cammina a diverse velocità, ci si adegua al quartiere che si sta attraversando e alle infrastrutture che abbiamo. Per esempio, dove lo stridio è troppo forte è necessario rallentare».

Ma sempre dall’Atac precisano che è previsto un piano di investimenti, di cui oltre un milione per la ripartenza del tram 2 (quello di piazzale Flaminio), fermo da novembre scorso. «Il vero problema è la mancanza di investimenti e di manutenzione degli ultimi decenni – racconta Eugenio Stanziale, segretario generale della Filt Cgil -. Da troppo tempo manca una visione generale sul piano trasporti, per questo ci troviamo in difficoltà. Far transitare i tram a bassa velocità è una sorta di palliativo, in attesa di un intervento reale. È come se un’auto ha le gomme usurate e quindi in attesa di cambiarle la si usa a bassa velocità. Il problema resta». Ma la sicurezza sui tram è garantita? «Sì, perché la professionalità dei nostri autisti è molto alta e sanno come comportarsi in tutte le situazioni», precisa il sindacalista.

Sul caso dei tram che dovranno viaggiare a 5 chilometri l’ora il Codacons annuncia un esposto alla Procura della Repubblica contro l’Atac affinché siano aperte delle indagini per la possibile fattispecie di turbativa di pubblico servizio. «Se confermato ci troveremmo di fronte ad una situazione molto grave – affermano –. Da un lato binari usurati che mettono a repentaglio il trasporto pubblico, dall’altro un servizio fortemente rallentato con i mezzi che potranno viaggiare ad una velocità molto bassa. Gli utenti subiscono un evidente danno». L’associazione che tutela i diritti dei consumatori punta il dito sulla sicurezza. «Chiediamo alla magistratura di acquisire i documenti dell’Atac perché, se confermata la pericolosità dei binari, questi devono essere sottoposti a sequestro». Ma poi si apre anche il fronte del danno economico: «Gli utenti pagano il prezzo pieno per biglietti e abbonamenti Atac e non possono ricevere un servizio parziale e rallentato».

La commissione capitolina Trasporti due settimane fa si è riunita per affrontare anche il tema delle linee tranviarie. «Abbiamo previsto l’investimento per la ripartenza del tram 2 – spiega il presidente Enrico Stefàno (M5S) – ma anche un mutamento del contratto di servizio con il gestore (Atac, ndr) con un finanziamento per chilometro che lo obblighi alla manutenzione continua, senza dover attendere il finanziamento proveniente dal bilancio capitolino

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