21 Aprile 2015

Atac, indaga la Procura

Atac, indaga la Procura

ROMA Lo sciopero Atac di venerdì scorso finisce sul tavolo della procura di Roma (indagherà per interruzione di pubblico servizio) e su quello dell’ autorità di garanzia che ieri ha deliberato l’ apertura di un procedimento contro l’ azienda e il sindacato (Ugl). Nei prossimi giorni «sentiremo i vertici della società e l’ organizzazione sindacale – spiegano dall’ Authority – per accertare i livelli di responsabilità. Una decisione arriverà entro i 60 giorni previsti dalla legge». Il procedimento giudiziario, da quanto si apprende, è partito invece da un esposto del Codacons, che ha lamentato il forte disservizio in riferimento ai disordini avvenuti alla stazione Anagnina della linea A della metropolitana di Roma (il fascicolo sarà assegnato a un magistrato che fa parte del “pool” di reati contro la pubblica amministrazione). Sulla vicenda è in piedi anche una commissione interna ad Atac che ha il compito di appurare l’ accaduto per poter individuare iniziative a tutela dei diritti del passeggero. Questa indagine si dovrebbe chiudere tra oggi e domani: sempre ieri la numero uno della commissione capitolina ai trasporti, Anna Maria Cesaretti, ha scritto ai vertici Atac «per avere spiegazioni urgenti su quanto accaduto venerdì scorso». Secondo l’ azienda, presieduta da Roberto Grappelli, tra le motivazioni che hanno scatenato i disagi ci sono le difficoltà di accettazione da parte di alcune sigle sindacali della piattaforma riorganizzativa che la società ha recentemente varato e che mira a recuperi di produttività, facendo aumentare le ore effettive di guida dei macchinisti dalle 736 alle previste 950 all’ anno. La procura di Roma procederà con l’ apertura di un fascicolo d’ indagine. L’ Authority ha invece due poteri. Se dovessero emerge responsabilità dell’ azienda e del sindacato sono previste sanzioni dirette che vanno da 2.500 a 100mila euro. Se si dovessero accertare responsabilità individuali l’ Autorità chiederà ad Atac di prendere provvedimenti. Nei giorni scorsi il Campidoglio ha chiesto “la linea dura”, con il sindaco, Ignazio Marino, che si è espresso per provvedimenti severi fino anche ai licenziamenti. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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