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15 Luglio 2011

Atac, il rincaro sale sull’autobus

Viaggiare sui mezzi pubblici di Roma dal prossimo anno potrebbe costare di più, con aumenti fino al 50%. I rincari, a cui manca ancora l’ ok di Campidoglio e Regione, sono previsti infatti dal piano industriale approvato ieri dal Cda dell’ Atac e riguardano tutti i titoli di viaggio, esclusi quelli per le categorie più deboli a partire da gennaio 2012. Il biglietto a tempo – il famigerato Bit – passerà dall’ attuale costo di un euro per 75 minuti a 1,50 euro per 100 minuti. La stangata andrà a colpire in particolare i turisti, che sono i maggiori fruitori del titoli giornalieri e settimanali: per un Big da 24 ore si spenderanno 6 euro contro gli attuali 4 e per un settimanale Cis 21 euro a fronte dei 16 attuali. Gli aumenti che peseranno invece maggiormente sui cittadini romani sono quelli destinati agli abbonamenti mensili e annuali, circa 200 mila: un mensile ordinario passa infatti da 30 a 35 euro mentre l’ annuale da 230 a 280 euro. La guerra in consiglio comunale si batterà proprio su questo fronte visto che il Campidoglio, in quanto azionista di maggioranza dell’ Atac, potrà intervenire sul piano industriale prima che la parola passi definitivamente alla Regione Lazio. Quindi, in sostanza, si potrebbe prevedere che il rincaro sul Bit e sui biglietti tutti rimarrà, mentre le 50 euro in più per gli abbonamenti potrebbero avere un netto taglio. «E’ inconcepibile che a pagare i costi di Parentopoli siano ancora una volta gli utenti del servizio pubblico – ha dichiarato il consigliere regionale dell’ Idv, Giovanni Colagrossi – loro assumono migliaia di parenti e amici e i cittadini devono pagare il 50% in più per un servizio che peggiora di giorno in giorno». Soddisfatto invece l’ assessore capitolino alla mobilità, Antonello Aurigemma: «Il piano industriale è un passo in avanti per il rilancio dell’ azienda. Il trasporto pubblico migliorerà: sarà più moderna la flotta dei mezzi di superficie, verranno eliminate le barriere architettoniche e ristrutturate 11 stazioni della Metro. Va sottolineato inoltre che le nuove tariffe non riguardano le fasce socialmente deboli». Nessun aumento, infatti, è previsto per i 300 mila abbonamenti agevolati utilizzati da studenti, anziani, invalidi e disoccupati, dagli aumenti tariffari inoltre ne trarrebbero benefici anche Cotral e Trenitalia Lazio, che fanno parte del gruppo Metrebus. Ma i consumatori sono pronti a dare battaglia: «E’ una follia – ha commentato Carlo Rienzi, presidente del Codacons – ai rincari non corrisponde infatti alcun aumento di qualità. Se il Comune avallerà il piano faremo ricorso al Tar».

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