Assumiamo i precari di Stato
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fonte:
- La Stampa
La vicenda Atesia, il maggior gestore di call center in Italia invitato dall`ispettorato del lavoro ad assumere 3200 lavoratori atipici secondo la nuova circolare del ministero del Lavoro, si sta rivelando la classica pietra nello stagno. Il primo cerchio nell`acqua è sicuramente rappresentato dalle conseguenze dirette nel settore. Ieri Atesia è tornata a polemizzare con l`intervento dell`ispettorato dichiarando che quest`ultimo “ha scavalcato a sinistra lo stesso ministro“. Il Codacons, per parte sua, ha annunciato la nascita del Colprecons “che assisterà tutti i lavoratori flessibili nelle vertenze con le aziende“ sulla base della constatazione che la precarizzazione fa sì che “i lavoratori affrontino il lavoro usurante con svogliatezza e finiscano col maltrattare i consumatori, circa 7 milioni l`anno, che si rivolgono a loro“. Ma forze centrifughe spingono producendo il secondo cerchio. L`attacco ai call center, roccaforte della flessibilità del lavoro nel settore privato, ha fatto muovere direttamente Confindustria, preoccupata che la flessibilità raggiunta in questi anni venga messa a rischio. “Per poter operare le aziende hanno bisogno di un quadro di riferimento coerente e soprattutto di certezze – ha dichiarato ieri il direttore genereale di Confindustria Maurizio Beretta -. Niente di più lontano da quanto sta avvenendo nella vicenda dei call center“. Il ministro del Lavoro Cesare Damiano ha cercato di riportare la questione Atesia in binari meno pericolosi ricordando che l`ispezione era precedente alla sua circolare ed era stata richiesta dagli stessi lavoratori. Ma parte del sindacato si è mosso per un allargamento degli orizzonti. La segretaria confederale della Cgil Nicoletta Rocchi ha sostenuto l`operato dell`ispettorato poiché “conferma quanto la Cgil ha sempre sostenuto, cioè che in tutti i settori vi è ormai un evidente abuso nel ricorso ai rapporti di collaborazione allo scopo prevalente di sottrarsi agli obblighi contrattuali del lavoro dipendente in modo da abbattere i costi aziendali“. Per questo la Cgil ha chiesto di aprire al più presto un tavolo di conrfronto presso il ministero del Lavoro. Una morsa che rischia di stritolare il governo, tanto più che l`esecutivo si trova ad affrontare un altro problema: il terzo cerchio. L`attacco al tempio della flessibilità privata rischia di trasformarsi in un boomerang. I dati del Censis parlano chiaro: il record dei lavoratori atipici lo detiene la pubblica amministrazione nella quale l`8% dei contratti è a tempo determinato e l`1,4% è rappresentato da collaboratori. Più che nell`industria, dove la quota complessiva si ferma all`8%. Il rischio è dunque quello di mostrare il fianco. Lo hanno capito le organizzazioni sindacali. Le Rdb-Cub, che parlano di 350.000 precari nella pubblica amministrazione, hanno criticato il governo per non aver previsto alcuna misura per risolvere la questione e hanno confermato la data del 6 ottobre per una manifestazione a Roma. All`attacco anche il comparto scuola dove i sindacati di Cgil, Cisl e Uil ieri hanno convocato i rispettivi direttivi per il 20 settembre. Per i rappresentanti dei lavoratori “non è più sostenibile la situazione del personale precario dovente e tecnico-amministrativo“ chiedendo un piano di immissione in ruolo che in tempi brevissimi copra l`insieme dei posti vacanti e disponibili. Il governo ha parato il colpo con un incontro tra il ministro del Lavoro Cesare Damiano e il titolare della Funzione Pubblica Luigi Nicolais al termine del quale i due ministri hanno lanciato nuove parole d`ordine: lotta alla precarizzazione nel pubblico impiego. I due membri dell`esecutivo hanno annunciato lo sblocco delle assunzioni a tempo indeterminato nel pubblico impiego. “L`obiettivo – hanno dichiarato – è combattere gradualmente il fenomeno del precariato, quindi bisogna rimuovere il blocco delle assunzioni a tempo indeterminato deciso dal precedente governo“. Non solo. “È chiaro che per superare il problema dobbiamo eliminare il blocco del turn over“ ha aggiunto il ministro Nicolais. Un`ulteriore mossa del governo contro la precarizzazione, ha annunciato Damiano, sarà il potenziamento della previdenza integrativa. In quest`ottica rientrerà anche il lavoro di fusione tra Inps e Inpdap, annunciata ieri dagli stessi ministri, che dovrebbe abbattere costi inutili e permettere di risparmiare tre miliardi in otto anni.
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