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16 Settembre 2001

Assolta Radio Vaticana: «Niente rischi»

Conclusi i lavori della commissione sul legame tra le antenne e gli episodi nell?area di Cesano: «L?incidenza e la mortalità sono nella media»

Assolta Radio Vaticana: «Niente rischi»

Il ministro della Salute, Sirchia: «Non è dimostrata la correlazione fra le onde e i casi di leucemia»

«Le onde di Radio Vaticana non sono la causa dei casi di leucemia fra i bambini di Cesano e La Storta». Lo dice la commissione del ministero della Sanità che ha indagato sulla relazione tra emissioni della mega-stazione radio di S. Maria di Galeria e mortalità per leucemia infantile. L?assoluzione per l?emittente vaticana – contro cui si era scatenata l?offensiva dell?ex ministro dell?Ambiente Bordon, e su cui ha chiesto controlli rigorosi anche il presidente della Regione Storace – arriva da una commissione nominata dall?ex ministro della Sanità Veronesi, ma è l?attuale titolare, Sirchia, a comunicarne i risultati: «Non è stata evidenziata una correlazione tra l`esposizione a campi a radiofrequenza e leucemie. D`altra parte il numero dei casi analizzati è stato relativamente basso per considerare questo studio completamente probante. Il tema non verrà trascurato e saranno effettuate ulteriori ricerche». Al rapporto hanno lavorato Donato Greco dell`Istituto superiore di sanità, Peter Boyle dell`Imperial cancer research di Londra, Giuseppe Masera, oncologo pediatra dell`Università di Milano, e Ronald Metelsmann dell`università di Friburgo. Gli esperti, oltre ad analizzare gli studi su campi elettromagnetici ed effetti sulla salute, hanno valutato i dati di un?indagine condotta nella Regione Lazio. «La mortalità e l`incidenza di leucemia infantile della zona circostante la radio per 10 km – si afferma – non sono diverse da quelle del Comune di Roma». Non si può dimostrare, perciò, il legame «tra distanza dall`impianto e incidenza di leucemia infantile». Il rapporto raccomanda in ogni caso un «monitoraggio epidemiologico in Italia attraverso lo sviluppo dei registri tumore nelle regioni dove non esistono» e «la sorveglianza continua sulla distribuzione geografica e temporale del cancro.
Avverte però Settimio Grimaldi, ricercatore del Cnr: «Altri studi, per esempio in Inghilterra, attorno a stazioni televisive, sono stati meno rassicuranti. E l?Istituto superiore di sanità e l?Ispesl hanno raccomandato prudenza nei loro studi, alla base della legge che fissa il limite di 6 volt/metro».
«La battaglia contro le onde elettromagnetiche di Radio Vaticana è stata giusta, anche se oggi la Commissione di tecnici del ministero della Sanità ha smentito rischi sanitari». Dice l`ex ministro dell`Ambiente Willer Bordon, ora capogruppo della Margherita in Senato. «Da anni la legge era stata violata». Sull`elettrosmog, aggiunge, la comunità scientifica «è divisa, per la Fondazione Ramazzini i rischi ci sono». Infine, a giudizio dell`ex titolare dell`Ambiente «è singolare che sia passato quasi sotto silenzio il fatto che dalla fine di agosto Radio Vaticana si sarebbe uniformata alla legge italiana». Sul presunto inquinamento elettromagnetico è in corso un processo al tribunale di Roma: l?udienza è il prossimo 20 dicembre. E il Codacons annuncia ricorsi al Tar contro la commissione della Sanità: «Ci sembra un gruppo di lavoro addomesticato – dice il presidente Rienzi – perché non è stato inserito, il dottor Coppa dell?Istituto superiore sanità, che si era pronunciato per un nesso tra leucemia infantile e onde?».



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