23 Dicembre 2013

Associazioni in rivolta «Per lo Stato la casa è diventata il bancomat per fare cassa»

Associazioni in rivolta «Per lo Stato la casa è diventata il bancomat per fare cassa»

ROMA. Troppi rincari sulle tasse sulla casa mentre sta riesplodendo l’ emergenza sfratti. È un coro di proteste quello delle associazioniAnce, Codacons e Confedilizia – a fronte delle ipotesi di modifiche al rialzo del tetto dell’ aliquota Tasi e dell’ imminente scadenza, a fine dicembre, della proroga di un anno dell’ esecuzione degli sfratti. Per gennaio è annunciato, intanto, il decreto “Casa 2” che dovrebbe contenere novità per favorire gli affitti a canone concordato, grazie al fondo di garanzia. Si parla anche di calo ulteriore della cedolare secca. Queste le ipotesi sul tavolo anche se, ad oggi, ancora non sembra ancora contemplata una nuova proroga sugli sfratti, né nel decreto “Casa2” e neanche nel milleproroghe atteso il 27 dicembre nel Consiglio dei ministri. Così, se non ci saranno interventi dell’ ultim’ ora, dal 1 gennaio diverranno esecutivi gli sfratti «a danno di migliaia e migliaia di famiglie che, per via della crisi, non riescono più a pagare gli affitti», denuncia il Codacons, mettendo in evidenza come ci sia stata un’ impennata dei provvedimenti di sfratto dal 2007 al 2012 con un picco del +54,5%. Per evitare l’ emergenza, l’ associazione chiede che sia prorogata di un altro anno l’ esecuzione degli sfratti, in favore di anziani, disabili, malati e famiglie con reddito inferiore ai 27mila euro. Ma la casa per le famiglie italiane si sta trasformando in una sorta di bancomat dello Stato per fare cassa: così l’ Ance denuncia «il paradosso tutto italiano secondo cui, quando c’ è bisogno di far cassa, si fa ricorso sempre e solo alla casa, il bene principale degli italiani». «Se nei prossimi giorni verrà ancora seriamente considerata l’ ipotesi di aderire alla duplice richiesta dei Comuni per un ulteriore aggravio della già esagerata fiscalità immobiliare, la proprietà edilizia dovrà immancabilmente pensare a mettere in atto azioni forti, come fanno tutti», avverte il presidente di Confededilizia Corrado Sforza Fogliani, che aggiunge: «la proprietà edilizia ha tradizioni di ordine e legalità. Ma se la classe politica considera ciò una debolezza non c’ è più dialogo». L’ associazione dei proprietari calcola che con la duplice richiesta dei Comuni di portare l’ aliquota massima dell’ Imu-bis dal 2,5 al 3,5×1000 e di rimuovere il limite del 10,6×1000 per le due Imu, l’ altr’ anno verranno chiesti ai piccoli proprietari, solo per le due Imu, 28,5 miliardi contro i 20 di quest’ anno e i 9,2 miliardi dell’ Ici 2011: una triplicazione del carico tributario in soli 4 anni che grava sulla piccola proprietà ma lascia intatti i privilegi delle grandi proprietà speculative.

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