13 Dicembre 2001

Associazioni e Atac in lotta per gli spiccioli

CONSUMATORI

Associazioni e Atac in lotta per gli spiccioli

EURO e macchinette automatiche per i biglietti Metrebus: nell`occhio del ciclone ancora prima di debuttare. La polemica è aspra e coinvolge i vertici della Regione, l`Atac e le associazioni dei consumatori. Dal prossimo 1 gennaio, il biglietto integrato a tempo costerà 0,77 centesimi di euro. Almeno fino alla prossima estate, però, i nuovi distributori non saranno in grado di fornire agli utenti il resto esatto in centesimi. I viaggiatori, dunque, dovranno obbligatoriamente introdurre nelle macchinette la giusta quantità di moneta altrimenti il sistema non stamperà il documento di viaggio.
Tutto questo per evitare all`azienda di trasporto pubblico l`accusa di appropriazione indebita di denaro. L`Atac attribuisce la responsabilità del disservizio alla Regione perché non avrebbe seguito il suo suggerimento di portare il prezzo del Bit da 0,77 a 0,80 centesimi e, contestualmente, quello del Big, il biglietto giornaliero, da 3,10 euro a 3 euro tondi. «La Regione – afferma Mario Di Carlo, amministratore unico dell`Atac – si è trastullata per 8 mesi con l`ipotesi di portare ad 1 euro il prezzo del Bit. Ma la Regione ha fatto una modifica esclusivamente aritmetica, operando una semplice traduzione dalle lire agli euro». Dal canto suo Francesco Aracri, assessore regionale ai Trasporti, afferma che i ritardi annunciati «sono del tutto inammissibili, anche per l`assoluta prevedibilità dell`evento. Non risulta che altre aziende si siano lasciate cogliere impreparate».
Nel botta e risposta si inserisce il Codacons che pensa ai disagi degli utenti e alla fila che si formerà davanti alle macchinette a causa della disperata ricerca dei centesimi esatti.

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